Il dramma della Comunità Approdo a rischio chiusura

La comunità terapeutica Approdo, gestita dal 2012 dalla cooperativa sociale Approdi, rischia la chiusura. La struttura, che ha sede nella cantoniera di Isalle, è destinata a sofferenti psichici e ospita al momento tre pazienti. Troppo pochi per far fronte alle spese e per garantire il lavoro dei 15 operatori tra psicologi, infermieri, Oss, educatori e collaboratori. Gli ospiti potrebbero essere fino a otto, e tanti sono stati fino all’agosto dello scorso anno. Da allora, nonostante la domanda sia in crescita, non ci sono state nuove assegnazioni.
Paradossi della riorganizzazione dell’Azienda per la tutela della Salute – che ha assorbito le otto Asl sarde – e dei vincoli determinati dai tetti di spesa.
Tutto questo mentre la stessa Ats, stando a quanto si legge nell’ultimo docmento disponibile sull’Acquisto di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie nella sezione relativa alla Salute mentale premette che «la rete delle strutture residenziali e semiresidenziali per la salute mentale, sia a carattere sociosanitario che socioassistenziale, richiede una profonda revisione atteso che “ le strutture oggi disponibili sono sorte in larga prevalenza sulla base di atti ed interventi settoriali e/o di esigenze particolari, prescindendo frequentemente dalla visione complessiva dei bisogni”. Esistono, pertanto, importanti carenze nella disponibilità di strutture, nella loro distribuzione sul territorio e nella coerenza fra bisogni terapeutici e assistenziali e strumenti di intervento disponibili. La Regione sta procedendo alla ridefinizione dell’offerta tendenzialmente autorizzabile ed accreditabile diversificata per tipologia dell’utenza, intensità del trattamento richiesto e volumi di attività previsti».
Lo stesso documento evidenzia una differenza tra programmato (il fabbisogno espresso dalle Assl) e assegnato (tetto netto) che per la Assl di Nuoro supera i 700 mila euro talchè risulta necessario «riallineare la programmazione dei fabbisogni con le risorse assegnate dalla Regione».
Da un lato dunque si riconoscono importanti carenze nella disponibilità e distribuzione delle strutture, dall’altro il mero calcolo matematico toglie quanto sarebbe vitale per la loro sopravvivenza. È quanto sta accadendo alla Comunità Approdo. A tutto ciò si aggiungano i ritardi delle singole Assl nei pagamenti delle spettanze che si allungano sempre ben oltre i 60 giorni previsti dalla legge.
In una conferenza stampa questa mattina nella sede nuorese della cooperativa, la presidente Manuela Piredda, insieme alla responsabile della Comunità Giovanna Murgia, alla psicologa Francesca Licheri, al responsabile Clinico Rita Bellu e ad alcuni operatori, ha illustrato una situazione che da qui a dieci giorni potrebbe avere risvolti drammatici non solo per i lavoratori, che perderebbero il proprio impiego, ma anche per il territorio che vedrebbe scomparire l’unica struttura di questo tipo in provincia. Anche i risvolti sociali sarebbero nefasti, oltre ai tre pazienti attualmente in carico che verrebbero dimessi, con conseguenze difficilmente immaginabili per le famiglie di origine, verrebbe a mancare un servizio più che mai necessario: basta guardarsi intorno per capire quanto il disagio psichico se lasciato nel chiuso delle case sfoci in esiti drammatici se non affrontato con l’aiuto di professionalità adeguatamente formate. Tali sono gli operatori di Approdo, risorse umane altamente competenti, capaci di gestire relazioni, crisi, rischi e imprevedibilità che comporta l’accudire pazienti con simili patologie.
Quali alternative si aprirebbero per le famiglie? Una sofferenza ricacciata tra le mura domestiche, senza assistenza, oppure l’ospedalizzazione dei loro cari? Ma siamo certi che l’Ats risparmierebbe?
Oppure si va verso una privatizzazione del servizio?
La cooperativa approdi ha richiesto un incontro urgente al direttore dell’Ats Fulvio Moirano, mentre nessuna risposta è ancora giunta dall’assessorato alla Sanità guidata dal nuorese Luigi Arru. «Oggi – hanno scritto in un comunicato le responsabili della cooperativa – facciamo appello alla sensibilità delle Istituzioni affinchè la situazione venga affrontata concretamente e si risolva con la ripresa sistematica degli ingressi e il pagamento delle spettanze nei tempi convenuti».

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