Dorgali illuminata dal più bel sorriso di Dio
di Michele Tatti

30 Aprile 2019

7' di lettura

Don Michele Casula nel sito della parrocchia ha postato ieri sera nella pagina Facebook della parrocchia Santa Caterina d’Alessandria di Dorgali il video di una mamma-coraggio che ha lanciato una sfida d’amore ai bulli che avevano preso a sassate il figlio «prezioso come il cristallo proprio perché fragile». «Un video (riproposto in coda, n.d.r.) che non avrei mai voluto pubblicare», ha premesso il sacerdote sottolineando la necessità di una riflessione perrsonale e collettiva: «Un video che ci interpella tutti: preti (mi ci metto per primo), parrocchia, scuola, famiglia, amministrazione, gruppi… Un video che dobbiamo riascoltare tante volte in silenzio. Eliano fa parte di quelli che amo definire “il più bel sorriso di Dio”. Non spegniamo mai quel sorriso. Nel mio piccolo vi do l’esempio: se Toni è sempre al mio fianco un motivo ci sarà! Se – ha scritto don Michele presentando il filmato – li abbraccio, li coccolo, li bacio, lavo loro i piedi il Giovedì Santo… è perché ricevo da loro l’amore più puro e disinteressato e il loro sorriso illumina la mia anima». Il video ha ottenuto il risultato voluto con alcuni effetti collaterali che oggi lo stesso parroco di Dorgaliha voluto ridimensionare rivendicando le tante energie positive di Dorgali che non possono essere sminuite dai luoghi comuni né la necessità di un impegno innanzitutto educativo da ritrovare invocato dalla mamma-coraggio, può essere amplificata , strumentalizzata o ridotta al rango di denuncia sull’onda della cronaca che proprio in questi giorni presenta episodi come quello di Manduria, dove un barbone è morto dopo un pestaggio subito da un gruppo di otto ragazzi tra cui sei minorenni che hanno filmato con un telefonino le loro ripetute aggressioni.  Nello stesso tempo però declassare il fatto a “ragazzata” sarebbe fare un torto ai ragazzi di Dorgali protagonisti di quello che hanno definito gioco e su questi presupposti il parroco ha voluto riportare il dibattito sui giusti contenuti e le intenzioni della protagonista nell’intervento che pubblichiamo insieme a un commento,  affidato sempre a Facebook, del sindaco di Dorgali Maria Itria Fancello:

IL PIÙ BEL SORRISO DI DIO

di don Michele Casula*

*Parroco di Dorgali

 Dorgali in questi giorni è al centro del mondo dei social per l’accorato appello di una madre che si è permessa di richiamare in modo delicato e rispettoso un gruppo di ragazzi al valore del rispetto e dell’accoglienza di tutti. Nel suo messaggio lei non ha lanciato accuse, non ha puntato il dito…. ha parlato al cuore delle persone, facendo un discorso estremamente positivo. Purtroppo le reazioni non sono state sempre positive. Si è scatenato un processo, un “tutti contro tutti”, spesso anche con un linguaggio duro, qualche volta volgare, facendo apparire la nostra comunità come un luogo dove è presente un mondo di violenti e di volgari ragazzacci che imperversano nelle nostre strade e nei nostri quartieri. Tanti altri interventi hanno colto il senso del messaggio, richiamando al positivo e entrando nel cuore della sofferenza di una mamma. Ho già cercato di portare in un mondo cosi variegato di giudizi e di condanne la mia testimonianza e la necessità di usare linguaggi e parole belle, positive, perché solo la bellezza della nostra vita sconfiggerà la bruttezza del male e della cattiveria che si annida dentro ognuno di noi. Rimango estasiato davanti alle tante esperienze positive del nostro paese…
  • Penso all’opera stupenda della Speedy sport, dove l’opera di tanti volontari dona ai nostri ragazzi “ speciali” momenti indimenticabili e motivazioni per crescere e affermarsi e dove il protagonista del video è accolto, integrato e “vincente”
  • Penso all’associazione “il rosmarino”, dove tanti volontari donano tempo, amore, accoglienza per donare dignità ai nostri amici “speciali”
  • Penso all’ADI e alle tante occasioni di condivisione come giornate, pellegrinaggi…
  • Penso alla san Vincenzo, alla mensa per i poveri e migranti e all’aiuto silenzioso ma efficace di tanti volontari
  • Penso ad una comunità parrocchiale che fa dell’accoglienza ai ragazzi “ speciali” uno stile e dove essi sono protagonisti di momenti significativi, come la lavanda dei piedi il Giovedì Santo che vivono con emozione e gioia e trasmettono questa emozione a tutta l’assemblea.
  • Penso alle attività ordinarie e ai campi scuola dell’azione cattolica e dell’oratorio dove i nostri amici sono sempre protagonisti.
  • Penso ad un parroco che gira quotidianamente con “amici speciali” e si ferma con loro per una parola, per accarezzarli, abbracciarli e a lui donano tanto amore… Vorrei raccontare una esperienza che ho vissuto qualche giorno fa nella mia parrocchia precedente ( Orgosolo) dove ho imparato tanto donando e ricevendo moltissimo. Sono stato a Orgosolo il martedì di Pasqua per una Messa e all’uscita della chiesa ho incontrato l’amica speciale Antonella: mi ha abbracciato in modo fortissimo e ripeteva “Il mio don Michele”… una donna presente ha commentato “ da questo abbraccio si vede quanto ha amato questi ragazzi…” a stento ho trattenuto le mie lacrime di emozione …
  • Penso alle attività comunali di integrazione e di accoglienza
  • Penso alle società sportive e a tutte le associazioni presenti nella nostra comunità
  • Penso al lavoro nelle scuole, dalle materne fino al liceo….
Cari ragazzi ai quali Graziella ha voluto donare il suo messaggio … esempi belli a Dorgali ne avete tanti … fermatevi un po’ e pensate se ne vale la pena amare ed essere amati cosi… forse troverete più gioia nella vostra vita di ragazzi e di giovani e potrete anche voi diventare il “più bel sorriso di Dio” perché Dio sorride attraverso la nostra bellezza interiore.
Noi adulti smettiamola di farci giudici, di usare parole che spengono i sorrisi nelle nostre case e nelle nostre strade e iniziamo a capire che quei ragazzi che magari sbagliano “non sono pezzi di merda” ma fragili creature da amare… e illuminare …. col nostro esempio.
Penso che Graziella col suo messaggio volesse dirci solo questo…

«FORSE ABBIAMO FALLITO UN PO’ TUTTI»

di Maria Itria Fancello*

*Sindaco di Dorgali

È da ieri che ci penso e ci ripenso, ma non è facile trovare le parole giuste per commentare il video di Graziella. Da qualunque punto di vista lo si riguardi, la sensazione è sempre quella di aver fallito, tutti. Non si tratta di un fenomeno recente: i miei genitori mi hanno raccontato di episodi simili anche quando loro erano piccoli. La cattiveria, la derisione per chi in quel momento appare più fragile, purtroppo esistono da sempre. Non per questo però dobbiamo pensare che debbano esistere per sempre.

Io non lo so cosa vi è saltato in mente quel giorno lì. Davvero non capisco che “gioco” possa essere quello di lanciare sassi addosso ad una persona. Non riesco a giustificare un gesto del genere in nessun modo. Cosa vi è mancato? Una famiglia? Una comunità? Stimoli? Educazione? Eliano è un ragazzo gentile ed educato, molto allegro. È un atleta che ha raggiunto ottimi risultati. Forse siete anche un po’ gelosi, perché chissà se voi l’avete mai vista una medaglia, chissà se siete mai saliti su un podio, chissà se vi siete mai impegnati tanto per ottenere qualcosa di bello. Non c’è nulla che possa giustificarvi. E non c’è nulla che possa giustificare noi tutti, quando non siamo in grado di impedire che episodi del genere capitino. Oggi forse abbiamo fallito un po’ tutti.

 

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