Don Totoni: «Non voterò, sto con i pastori»

«Io sto con i pastori»: non si presta a equivoci il messaggio che don Totoni Cossu ha postato questo pomeriggio nella sua pagina. Orgolese nato e cresciuto in una famiglia di allevatori, parroco di Bitti da poche settimane, consigliere ecclesiastico della Coldiretti Nuoro-Ogliastra, ha preso posizione con la consueta franchezza a fianco dei pastori che hanno consegnato e stanno riconsegnando i certificati elettorali nei Municipi di residenza annunciando la volontà di disertare le urne il prossimo 4 marzo.

Ecco il testo del messaggio

Il prossimo 4 marzo me ne starò in parrocchia e, per la seconda volta nella mia vita, non andrò a votare. La prima volta perchè impossibilitato essendo in missione in Argentina, questa volta perchè voglio essere solidale con il mondo delle campagne e far mie le loro proteste. Lo so che il mio voto “non vale molto” ma nel mio piccolo voglio stare accanto a tutti coloro che in questi anni, sono stati presi in giro dal mondo politico, da quelle istituzioni democraticamente elette che li avrebbero dovuti rappresentare, tutelare e difendere. Nel corso di questi anni ho assistito ad annunci e comunicati sui giornali, ad interviste alla televisione dove si ventilavano milioni di euro concessi ed elargiti ai pastori, salvo poi constatare che si trattava solo di promesse e chiacchere, perchè gran parte delle risorse (erogate, sia chiaro, a tutti gli imprenditori agricoli dell Unione Europea) dovute e tanto attese sono rimaste bloccate dall’apparato burocratico regionale e nazionale, sempre più lento e farraginoso. In più un’opinione pubblica male informata e fortemente condizionata da questi falsi comunicati, che accusano i pastori di assistenzialismo. Non so chi possa farmi cambiare idea. Forse se qualche aggregazione politica o qualche singolo candidato sottoscrivesse nel proprio programma (e si impegnasse moralmente a dimettersi nel caso, dopo un anno, non lo attuasse) di riconoscere che il mondo dei pastori è passato, presente e futuro nella nostra Sardegna. Essere pastori non è soltanto un impiego, un lavoro omologabile ad altre attività, ma bensì un modo di essere, una “cultura”, un’identità. Il pastoralismo inteso in senso più ampio è sinonimo di tradizione, idioma, senso di appartenenza e tanti altri valori che trovano la propria matrice nell’istituzione familiare. E ancora….solidarietà, il rispetto della parola data e degli impegni presi, la salvaguardia della natura e del creato, la difesa del bene comune, la promozione dei valori autentici e delle vere tradizioni. Ciò significa che si promuoveranno tutte le iniziative atte a favorire il pastoralismo in Sardegna e ad impedire il depauperamento ed impoverimento delle nostre campagne e consequienzialmente della nostra cultura. Da chi è preposto all’amministrazione del bene comune esigo il coraggio di denunciare alla magistratura “per omissione di atti di ufficio” tutta la burocrazia regionale e nazionale, che volontariamente e volutamente, con mille scuse, blocca quanto dovuto al mondo delle campagne. Non credo queste poche righe possano risvegliare le coscienze di una classe politica sorda e, purtoppo, consapevole di ciò che sta accadendo ma la mia volontà, ribadisco, è di non partecipare alle prossime consultazioni elettorali in quanto IO STO CON I PASTORI.

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