Dominare o servire?
di Pietro Puggioni

25 Ottobre 2021

4' di lettura

La catechesi di Gesù sulla sua missione di croce e di risurrezione affidatagli dal Padre è di infinita pazienza e chiarezza di fronte alle reazioni dei suoi amici. Prima la ribellione di Pietro, poi la paura di interrogarlo dei discepoli e ora l’arrivismo per niente velato di Giacomo e Giovanni. Eppure l’unica scelta è quella di condividere il cammino di Gesù verso Gerusalemme, senza presentare in anticipo il conto di una sicura ricompensa per la sequela. Non hanno capito nulla della gloria del Maestro, perché ne hanno una visione inquinata dalla mentalità giudaica e dalla loro umanità ferita dall’egoismo. Pretendono addirittura di imporre il loro sogno di potenza e il progetto politico per cui vanno dietro a Gesù, ma non seguono Gesù. Gesù sa dove vogliono andare a parare i due fratelli, Giacomo e Giovanni, non li blocca, ma lascia che dicano ciò che hanno nella loro mente e nei loro discorsi: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra» (Mc 10,37). Gesù non blocca neppure il loro desiderio, lascia che lo manifestino apertamente per educarlo e purificarlo. L’equivoco sta nella concezione della parolagloria: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?» (v. 38). Le due immagini del calice della sofferenza e del battesimo della morte sono forti e tragiche perché vanno nella direzione opposta alle fantasie di dominio anziché di servizio. La glorianon comporta un prezzo, e nessuno può esibire pretese o meriti: è dono gratuito del Padre, libero di donare a chi vuole. Solo a lui, a imitazione del Maestro, il discepolo deve affidarsi con totale disponibilità. Gesù va deciso verso Gerusalemme, verso la croce, ma la ingenuità li porta a pronunziare le due parole: “vogliamo” e “possiamo”. Hanno l’ambizione di insegnare al Maestro il suo mestiere e piegarlo a un progetto mondano di dominio e non di servizio; allo stesso tempo promettono di bere allo stesso calice di passione e di morte, senza sospettarne le conseguenze. Alla luce dello stile di oppressione e di violenza dei potenti della terra, Gesù, conferma le distanze: «Tra voi però non così; ma chi vuole diventare grande tra di voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti» (v. 44). Unico modello del cristiano sarà lui, umile servo glorificato dal Padre, e la sua proposta di grandezza si può sintetizzare nell’umile servizio reciproco e il dono incondizionato di sé ai fratelli. Ecco le basi del governo tracciate dal Signore al cammino della Chiesa nel mondo e nella storia. Purtroppo la tentazione del potere è sempre presente e il passato non deve essere archiviato facilmente, bensì rivisitato per recuperare ognigiorno la fedeltà alla sua carta costituzionale. Gli accorati appelli del papa Francesco fanno capire quanto sia urgente la conversione al servizio e all’accoglienza. Il cammino sinodale proposto a tutta la Chiesa sarà la cartina di tornasole che svelerà la verità o l’ipocrisia di tanti discorsi e documenti. Ogni cristiano, di qualunque grado, si unisce agli altri per diventare fedele insieme a loro, realizzando sotto il soffio dello Spirito, l’impegno alla coesione: pregare insieme, discernere insieme e decidere insieme.

donpietropuggioni@gmail.com

© riproduzione riservata L’immagine: James Tissot, Gesù e i discepoli Giacomo e Giovanni  

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