Domenica delle Palme, la Sardegna in preghiera

Anche i sindaci di Oliena, Orosei e Orgosolo presenti in prima fila alla Messa del Papa

Ramoscelli d’ulivo dall’Isola distribuiti in piazza San Pietro

Arriveranno dalla Diocesi di Nuoro e da tutta la Sardegna i ramoscelli d’ulivo da distribuire ai fedeli in pizza San Pietro che papa Francesco benedirà il 9 aprile, domenica delle Palme. Il rito che apre la Settimana Santa, si traduce in un omaggio a un’Isola dove le radici religiose, come le radici degli ulivi secolari sono tanto forti da spaccare le rocce, per una benedizione e una preghiera rivolta anche ai gravi problemi di oggi. Molte di quelle fronde saranno, infatti, in fiore: segno di una primavera anticipata ma anche di una siccità che, appena lenita dai temporali e dalla nevicata di gennaio, dopo un autunno senza pioggia, si è riproposta con l’assenza di precipitazioni a febbraio e marzo. Gli stessi pastori, già alle prese con la vertenza del prezzo del latte e che hanno dovuto alimentare le pecore con i mangimi a fine autunno, si ritrovano con i pascoli che iniziano già a rinsecchire, mentre anche settori di nicchia come la produzione di miele sono in difficoltà perché le api restano senza pascolo nella natura impazzita e gli stessi orticoltori non riescono a capacitarsi nella stagione delle semine.
Con questi problemi e con queste speranze la Sardegna va in pellegrinaggio a San Pietro portando venti quintali di ramoscelli d’ulivo che saranno distribuiti ai 120 mila fedeli che arriveranno da tutto il mondo. A scegliere l’Isola è stata l’Associazione Nazionale Città dell’Olio che ogni anno offre al Vaticano questo simbolo di pace che caratterizza insieme alle palme la riproposizione dell’ingresso di Gesù a Gerulasemme, episodio raccontato con diverse varianti in tutti e quattro i vangeli, con il Figlio dell’Uomo arrivato su un dorso di un asino che camminava sulla strada ricoperta dai mantelli e osannato dalla folla che agitava festosamente ramoscelli di albero e fronde raccolte dai campi.
Domenica delle Palme in San Pietro sarà vissuta anche come fraterno passaggio di testimone tra Sardegna e Liguria, regione quest’ultima da dove l’anno scorso erano giunti i sacri ramoscelli, ecumenici simboli di pace e fraternità universale. Tra le numerose città sarde coinvolte tre appartengono alla Diocesi di Nuoro: Oliena, Orgosolo ed Orosei. Una gara di solidarietà che in queste settimane sta coinvolgendo centinaia di persone, attraversando la Sardegna da nord a sud, da est a ovest. I ramoscelli verranno raccolti in occasione delle potature stagionali e non andranno in alcun modo a danneggiare le piante. Dalle valli di Lanaitho di Oliena, alle pianure di Alghero, dai giardini della Baronia e di Bosa alle colline del Sulcis, dagli uliveti ai piedi del Supramonte di Orgosolo a quelli di Villacidro, sono 27 le città interessate: Alghero, Berchidda, Bolotana, Bosa, Dolianova, Escolca, Gergei, Gonnosfanadiga, Ilbono, Ittiri, Masainas, Oliena, Orgosolo, Orosei, Osini, Riola Sardo, Santadi, Seneghe, Serrenti, Sini, Uri, Usini, Villacidro, Villamassargia, Ussaramanna e le Camere di Commercio di Cagliari e Sassari. Tutti soci dell’Associazione nazionale Città dell’Olio, sodalizio in crescita che grazie al lavoro portato avanti in questi ultimi mesi farà arrivare a quota 29 gli aderenti sardi con l’ingresso dei Comuni di Olbia e Giba.
Il dono dei ramoscelli d’ulivo, iniziativa fondata innanzitutto sulle fede, si inserisce anche all’interno delle diverse iniziative di promozione previste dal Protocollo d’Intesa firmato lo scorso 27 giugno tra la Regione Sardegna, e nello specifico dagli assessorati dell’Agricoltura e degli Enti Locali, con l’associazione nazionale Città dell’Olio. «L’accordo prevede una collaborazione per la promozione e la valorizzazione dei territori e della cultura del paesaggio olivicolo dell’Isola – ha detto il vice presidente nazionale dell’Associazione Valentino Carta di Oliena – un’intesa che punta da un lato allo sviluppo di un turismo dell’olio e dall’altro a far cogliere ai cittadini le numerose opportunità messe a disposizione dal Programma di Sviluppo Rurale finanziato dall’Unione Europea, con la Regione sarda che si è impegnata nelle politiche di promozione e valorizzazione del prodotto anche attraverso attività di educazione alimentare, di conoscenza dei sistemi produttivi, di attenzione alle comunità locali e al mantenimento del paesaggio attraverso le politiche di gestione e valorizzazione del territorio».
L’iniziativa è stata presentata durante una conferenza stampa tenutasi a Cagliari lo scorso 21 marzo e alla quale oltre a Valentino Carta sono intervenuti il neo assessore regionale all’Agricoltura Pier Luigi Caria e quello agli Enti Locali Cristiano Erriu, il coordinatore regionale dell’associazione e sindaco di Santadi, Elio Sundas, il direttore dell’ufficio per le Comunicazioni sociali della Diocesi di Cagliari, don Giulio Madeddu e diversi rappresentanti delle amministrazioni coinvolte nel progetto. «Si tratta di un riconoscimento molto importante per i numerosi territori della Sardegna che in occasione della Domenica della Palme saranno testimonial eccezionali della nostra Isola in uno dei momenti più sacri e toccanti della Cristianità », ha detto Pier Luigi Caria: «Tanti amministratori sardi saranno ambasciatori delle nostre tradizioni e porteranno in piazza San Pietro e davanti al Santo Padre un pezzo di storia agricola della Sardegna. Auguro a tutti gli organizzatori – ha proseguito l’assessore all’Agricoltura – una buona riuscita dell’iniziativa, con la speranza che ogni contributo di conoscenza sulle nostre produzioni aiuti sempre di più a crescere il comparto olivicolo sardo e più in generale tutto il nostro agroalimentare ». L’iniziativa rientra in un programma più vasto che mira anche dal punto di vista ambientale alla tutela e alla valorizzazione del paesaggio ulivicolo sardo che – ha sottolineato l’assessore regionale dell’Urbanistica Cristiano Erriu – «rappresenta un valore aggiunto e produttivo ma anche culturale e identitario, che vede i Comuni attori attivi e ambasciatori di eccellenze. Con loro, la Regione lavora ad una candidatura dei secolari uliveti a patrimonio dell’Unesco. Sarà un sigillo meritato e straordinario di promozione delle nostre biodiversità e di integrazione euromediterranea ».

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