La morte dell’ex sindaco Zurru

Si sono tenuti ieri – 1 novembre – nella parrocchia dei Salesiani a Nuoro i funerali di Antonio Zurru, 72 anni, per circa due anni – dal 1991 al 1992 – sindaco della città, spirato questa mattina nell’Hospice dell’ospedale “Zonchello” dove era ricoverato. Il cordoglio della città è stato riassunto in una nota dal sindaco Andrea Soddu che ha immediatamente «espresso un profondo cordoglio per la perdita di una figura importante della politica nuorese. Zurru, per decenni amministratore della città, è stato un animatore importante delle battaglie civili e democratiche, appassionato uomo politico che ha percorso numerose tappe della vita cittadina, lasciando un segno profondo nella società nuorese. Il sindaco – conclude Soddu – si unisce al dolore della famiglia e ricorda la grande attitudine morale e l’impegno civile dell’amministratore». Tra i tanti ricordi di queste ore quello di Tonino Frogheri: «Ho avuto l’onore di fare il vicesindaco di un grande sindaco», il messaggio affidato a Facebook, tra i primi ad accorre in camera mortuaria. Antonio Zurru, primo sindaco comunista di Nuoro, ha accompagnato la sua attività politica con una tenace coerenza poco incline ai compromessi ma con un profondo rispetto per gli avversari che non considerava mai nemici. Epici i suoi scontri in Consiglio comunale con il missino Giovannino Murgia che si concludevano con una pacca sulle spalle e un cordiale scambio di “inviti” al bar di Banneddu di fronte al Municipio, quasi a dimostrare a tutti – lezione da tramandare in questi tempi – che la politica era si confronto talvolta aspro, ma mai demonizzazione dell’avversario da trasformare in nemico. Una coerenza riaffermata nel 2007 dove il militante che aveva attraversato fin da giovane tutte le fasi contraddittorie del Pci, decise di dimettersi dall’allora Pds in polemica con le scelte dell’allora segretario Piero Fassino. Quell’addio segnò in pratica il ritiro di Antonio Zurru dalla vita politica attiva, seppure seguita con l’acume del giudizio da cittadino», e condizionato senza dubbio con la sfida con quel tumore contrastato con dignitosa e silenziosa forza d’animo, che poi stamattina ha alla fine finito per vincere.

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