Regioni contro Conte: in 12 pronte a riaprire

C’è anche la Sardegna tra le undici Regioni governate dal centrodestra e le due Province Autonome  che ieri, al termine del confronto col ministro Boccia, hanno scritto al Presidente del Consiglio Conte per ribadire che in alcune realtà «si possono riavviare le attività produttive e allentare i vincoli dell’isolamento sociale in totale sicurezza». Christian Solinas (Sardegna); Marco Marsilio (Abruzzo), Vito Bardi (Basilicata); Jole Santelli (Calabria); Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia); Giovanni Toti (Liguria), Attilio Fontana (Lombardia); Donato Toma (Molise); Alberto Cirio (Piemonte); Donatella Tesei (Umbria); Nello Musumeci (Sicilia); Luca Zaia (Veneto), e  Maurizio Fugatti (Provincia autonoma di Trento), chiedono innanzitutto di uscire dall’emergenza istituzionale «È essenziale che si ritorni progressivamente ad un più pieno rispetto dell’assetto costituzionale e del riparto di competenze tra lo Stato e le Regioni, sempre in applicazione dei principi di sussidiarietà e leale collaborazione», si afferma nella lettera (leggi qui il testo completo) che tra gli altri punti ritiene «assolutamente necessario che l’attuale struttura del Dpcm 26 aprile 2020, imperniato su regole previste rigidamente in funzione della sola tipologia di attività economica svolta e con la possibilità di adottare, nelle singole regioni, solamente misure più restrittive, venga riformata in quanto non dotata della necessaria flessibilità capace di riconoscere alle Regioni, laddove la situazione epidemiologica risulti migliorata e i modelli previsionali di contagio in sostenuta decrescita, la possibilità di applicare nei loro territori regole meno stringenti di quelle previste a livello nazionale, con una compressione delle libertà costituzionali strettamente proporzionata all’esigenza di tutela della salute collettiva». Concetti molto cari alla Sardegna dove si lavora alla nuova ordinanza che prevederebbe libertà di spostamenti senza autocertificazione dal 4 maggio nella provincia di residenza e dall’11, se la curva dei contagi non salirà, nella Regione. L’11, inoltre, dovrebbero riaprire, inoltre, centri estetici, barbieri e parrucchieri, mentre bar e ristoranti il 18 maggio, anticipando di con due settimane la ripartenza nazionale. «Abbiamo scritto al Presidente del Consiglio – ha confermato il presidente della Regione sarda Christian Solinas, come Governatori della maggioranza delle Regioni italiane e delle Province Autonome e alla luce dell’incontro odierno col Governo per chiarire, con spirito di collaborazione, la nostra posizione sulla fase 2. Nelle richieste avanzate, sottolinea il Presidente, e’ possibile ritrovare i punti fondamentali per la ripartenza già illustrati nei giorni scorsi, che hanno trovato ampia condivisione tra tutti i colleghi, nel segno del rispetto delle Autonomie e delle peculiarità territoriali, e dell’esigenza di diversificare le misure in atto. Anche in Sardegna – ribadisce il Governatore, alla luce dei dati è possibile avviare finalmente una ripresa ordinata, prudente ma più rapida, del nostro sistema economico e produttivo, e consentire un graduale ritorno a quella nuova normalità della vita sociale tanto attesa da tutti».

Intanto da domani in Calabria lo scontri istituzionale sembra destinato acuissi: «È consentita – ha annunciato la presidente Jole Santelli – la ripresa delle attività di bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie, agriturismo con somministrazione esclusiva attraverso il servizio con tavoli all’aperto».