Documento Cisl Fp sul diritto al lavoro dei disabili

Il 12 marzo del 1999 veniva approvata la legge n.68, norme per il diritto al lavoro dei disabili. A 22 anni dall’entrata in vigore, il Consiglio territoriale della Cisl Funzione Pubblica di Nuoro ha esaminato il tema della disabilità nel mondo del lavoro pubblico. Al termine è stato approvato un documento di cui riportiamo i passaggi principali.
«La debolezza socio-economica di un territorio – si legge nella nota – coincide con l’emarginazione dei cittadini disabili. Con questa lucida sintesi contenuta in un documento ufficiale, CISL Funzione pubblica Nuoro lancia due proposte in difesa della cittadinanza disabile.
Tavoli tematici della Legge n. 68 (1999). Inaugurati e morti con le province (ma tuttora previsti dalle norme), vanno ripristinati, senza indugio. Erano un luogo di confronto fra tutti gli enti pubblici, Sindacati e associazioni, dove periodicamente veniva elaborata una relazione sullo stato di salute del territorio e una programmazione da cui scaturivano le proposte volte a garantire l’inclusione sociale dei cittadini diversamente abili. L’altro ruolo dei tavoli, rimasto tutto sommato lettera morta, è ripreso qualche anno dopo da una Legge regionale, poco nota, la 23/2005. In essa si chiede agli enti pubblici di costruire una rete di servizi alla persona, gratuiti e a pagamento, col concorso di Sindacati e Terzo settore. Si va dall’assistenza domiciliare ai servizi educativi per minori disabili, dalle tecnologie assistive alle prestazioni sanitarie integrative. Servizi che hanno costi notevoli. E senza la vigilanza di enti pubblici e Sindacati le indennità, le pensioni e gli stipendi sono presto prosciugati.
Manager per la disabilità. Obbligatorio per tutti gli enti con più di 200 dipendenti, assicura pari opportunità ai dipendenti con disabilità. Introdotto nel 2017 in molte regioni e città, va istituito anche negli enti sardi. Ciò in vista di sfide cruciali quali la sanità, la digitalizzazione e il telelavoro.
Regionalizzazione degli enti pubblici. Questi temi – conclude Cisl Fp Nuoro – sono stati messi in soffitta con la stagione dei grandi enti regionali. Oggi tornano con ancora maggiore gravità. Perché se qualcosa il Covid ha insegnato, è che abbiamo sbagliato tutto. Non solo è aumentato il divario fra talune aree dell’isola e altre; ma è ormai fatto incontestato che il ritiro del Settore pubblico da un territorio comporta il diradarsi anche delle realtà private. A pagarne lo scotto siamo tutti. In primis, i cittadini più fragili, dietro cui si celano un’infinità di fasce di popolazione troppo spesso rimosse dalla mente e dalle agende delle personalità che contano».

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