Dite agli smarriti di cuore

Oggi, terza domenica di Avvento, nella Chiesa risuona un invito pressante alla gioia:Rallegratevi! A chi è rivolto quest’invito? In primo luogo, si capisce, a noi, assemblea convocata a celebrare il giorno del Signore. Auguriamoci che l’ascolto di questa Parola incida sulle nostre esistenze, le pervada e le trasformi, pur nell’irrilevanza di un mutamento che non riusciamo a percepire o ci disorienta. Anche il più grande fra i nati da donna, il Battista, chiuso all’interno del carcere, è preso da un turbamento. Egli manda i suoi discepoli a chiedere a Gesù: Sei Tu? O dobbiamo aspettare un altro? Egli l’aveva atteso, veduto, additato, esultando di gioia perché ormai il tempo è compiuto. Ora però lo afferra un disorientamento. E noi? Abbiamo in noi quell’anelito ardente che bruciava il Battista? Forse siamo fedeli piuttosto scialbi e distratti… Sentiamo il bisogno di vedere rinnovata la nostra vita e quella di tutta l’umanità… Possiamo tuttavia venire turbati da un Dio che promette qualcosa ad ogni momento dilazionato, o, addirittura, che non corrisponde alle nostre attese.
Chiediamoci: Veramente noi aspettiamo questo Dio? Quel Dio che si è spogliato della gloria e si è fatto piccolo? Quel Dio che vuole patire con noi le nostre povertà e si è fatto inchiodare alla Croce? Potremmo avvertire forse l’urto che ci scandalizza dal quale Gesù ci ha preventivamente messo in guardia. Beato, felice, colui che non trova in me motivo di scandalo, perché il mio Regno è così. Chiediamo, allora, uno sguardo purificato e semplice perché possiamo sentire se vogliamo camminare, correre nell’esultanza, sulla strada dei salvati, riscattati dal Signore, se vogliamo entrare nella logica stravolgente di questo Regno. Accogliamone, in noi stessi, i segni impercettibili e “insipienti”. Il Regno esige un capovolgimento di senso e di prospettive. Allora saremo i piccoli a cui Esso è destinato, per una gioia che nessuno potrà strapparci. Infine, capiremo che ci investe una missione. Infatti, l’esortazione è per noi, Chiesa di oggi: Dite agli smarriti di cuore! E: Andate e proclamate: Ecco il vostro Dio. Il regno è qui. Noi popolo di Dio, Chiesa sempre fragile e ferita, noi siamo i destinatari di una promessa sì, ma anche di una missione verso il mondo. Non possiamo accontentarci di ricevere un annunzio e una promessa, a cui poco crediamo forse, ma osiamo sentirci scardinati da tutte le nostre false certezze e andiamo così incontro agli smarriti del mondo, inquilini dello stesso condominio, stranieri di terre lontane o della stanza accanto. Potrà deluderci il Regno che viene, così piccolo e in gestazione? Nella pazienza del quotidiano ne scorgeremo i segni di vita. Il seme sotto la terra, per germinare, muore e noi battezzati sappiamo che ciò avviene nascostamente. Ma, la vera gioia ci sarà data in dono quando saremo disposti ad accogliere questo Regno, dove il più piccolo è il più grande. Gli smarriti di cuore lo capiranno. Avremo la credibilità del Vangelo da portare a tutte le genti. Gioia che il mondo attende.

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