Diga semivuota, Abbanoa reticente

Una diga semi-vuota con il timore di una grave crisi idrica incombente su sette Comuni, città di Nuoro compresa, e un altro sbarramento vicino che scarica l’acqua a valle. La paradossale situazione si registra nei bacini artificiali di Fonni e Orgosolo dove, stando alle rilevazioni ufficiali della Regione (foto in alto), allo scorso 28 febbraio è stata monitorata una riserva d’acqua di appena 2,2 milioni di metri cubi nella diga di Olai che risulta piena al 24.17% dei suoi potenziali 9 milioni di metri cubi. Ebbene in questo invaso che assicura acqua potabile per la città di Nuoro e altri nove Comuni (Fonni, Gavoi, Mamoiada, Oniferi, Orani, Orgosolo, Orotelli, Sarule, Bolotana e Silanus), un anno fa al 28 febbraio 2017 risultavano oltre nove milioni di metri cubi eppure, per l’assenza di precipitazioni davanti al livello calato a tre milioni e 400 mila metri cubi da metà settembre 2017 fino ai primi di gennaio 2018 l’erogazione era stata sospesa durante la notte prima alle ore 21 e poi dalle 19. Comprensibile quindi il rischio che sta correndo il servizio idrico dove nella principale diga della Barbagia mancano all’appello almeno sette milioni di metri cubi d’acqua e non resta che augurarsi che piova in primavera. Ma, a dimostrare la distribuzione a macchia di leopardo delle precipitazioni nel Gennargentu, il lago di Gusana è a quota 44 milioni di metri cubi (percentuale di invaso al 75.42%), contro i 51.40 milioni del febbraio 2017, mentre il Govossai era a quota 2.04 milioni e praticamente si sono dovuti aprire gli scarichi di fondo, come ha denunciato Mauro Pili, deputato uscente non ricandidatosi e fondatore del movimento “Unidos”. Le due dighe di Fonni-Orgosolo sono le uniche gestite direttamente da Abbanoa e non dall’Ente acqua Sardegna (Enas). Alle accuse di Pili Abbanoa ha risposto con una nota che però non cita mai Olai. «Grazie alle ultime piogge e alle ultime nevicate i livelli degli invasi stanno registrando miglioramenti. In particolare nel nuorese, sulla diga del Govossai Abbanoa è impegnata a non superare il livello massimo consentito di risorsa invasata, che nelle ultime settimane ha registrato un notevole incremento. Abbanoa – si legge nel comunicato – è impegnata in questi giorni nel mantenimento del limite di sicurezza per la tenuta statica dell’opera al servizio del nuorese. Lo sbarramento nelle ultime settimane ha infatti registrato un incremento negli apporti tale da richiedere un alleggerimento imposto nel Documento Protezione Civile, Dpc, di gestione dell’invaso. La risorsa in eccesso non viene sprecata o gettata in mare, ma viene dirottata verso l’invaso di Gusana per un diverso utilizzo (il potabilizzatore Torrei viene per esempio approvvigionato anche dal Gusana per soddisfare il fabbisogno di alcuni centri della Barbagia). Abbanoa – sostiene sempre il gestore – sta agendo di concerto con l’Ufficio dighe nazionale e regionale, monitorando costantemente i livelli e gli apporti in arrivo al bacino al fine di ottimizzare la sicurezza della diga e non disperdere risorsa. La Diga del Govossai, in esercizio dal 1955, necessita di importanti interventi di manutenzione straordinaria: Abbanoa ha da poco ricevuto un finanziamento dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per destinare circa 4,5 milioni di fondi Fsc, Fondi sviluppo e coesione, alla messa in sicurezza dell’infrastruttura e aumentare la capacità d’invaso autorizzata». Neanche una parola su Olai e sull’incombente emergenza a questo punto affidata solo alle bizze del tempo. Abbanoa per di più si dimostra reticente  sul vero problema sollevato da Pili: perché, visto che almeno sulla carta le due dighe sono state interconnesse nel Duemila, non si pompa l’acqua che viene scaricata a valle dal Govossai in modo da potenziare le scorte del vicino bacino principale di Olai quasi in secca? «Cialtroneria gestionale», accusa Mauro Pili che da presidente della Regione e allora commissario per l’emergenza idrica aveva voluto e finanziato quell’interconnessione: «Cercano di nascondere la distruzione delle pompe di sollevamento di quell’acqua verso la diga di Olai, e nascondono nel contempo altri due elementi: le due dighe a gestione di Abbanoa sono abbandonate e senza nessun intervento effettuato rispetto alle prescrizioni del servizio nazionale dighe». Oltre le polemiche l’unico dato certo è che l’acqua del Govossai finisce sul Gusana, alimentando una riserva strategica non per il potabile ma, al contrario di quanto sostiene Abbanoa, soprattutto per la centrale idroelettrica gestita dall’Enel. Per quanto riguarda le altre dighe del Nuorese le precipitazioni delle ultime settimane hanno stabilizzato le riserve di Preda ‘e Othoni sul fiume Cedrino che con oltre 12 milioni di metri cubi ha superato il livello dell’anno scorso, mentre Maccheronis sul rio Posada scarica le acque a mare avendo superato i 18 milioni di metri cubi, contro i 13 milioni registrati il 28 febbraio del 2017.