Diga Cumbidanovu, verso un nuovo appalto

Tutto come previsto (https://www.ortobene.net/cumbidanovu-necessario-un-appalto/): è necessario un nuovo appalto per completare la diga di Cumbidanovu ma dalla Regione arriva la conferma del finanziamento. Ieri in un vertice a Cagliari – stando almeno a quanto si legge in una nota della Regione – tutti d’accordo per superare la situazione di stallo e completare l’opera: «Si è concluso con una posizione chiara e condivisa l’incontro tecnico fra Regione e Consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale in merito alla situazione della diga, convocato oggi dall’assessorato dei Lavori Pubblici». All’incontro  chiesto proprio dal Consorzio di bonifica nella conferenza stampa del 21 gennaio (foto in alto) , hanno partecipato il direttore generale dell’assessorato, il presidente e il direttore del Consorzio di bonifica, oltre che i componenti delle rispettive strutture tecniche. Nella riunione, il Consorzio ha comunicato di aver attivato la procedura di risoluzione contrattuale in danno nei confronti dell’Associazione temporanea d’imprese (Ati) appaltatrice, a seguito della perdita dei requisiti di qualificazione da parte dell’impresa capogruppo Itinera Spa, fatto, quest’ultimo, non addebitabile all’amministrazione appaltante. Per riprendere al più presto i lavori – assicura la Regione –  il Consorzio, su richiesta degli uffici regionali, si è impegnato a aggiornare in tempi brevi il progetto finalizzato al completamento delle opere, al fine di procedere al riappalto delle stesse a una nuova impresa. Insomma altro tempo peso dopo oltre 30 anni di fermate e ripartenze. Il progetto è datato 1987, l’ultima volta i lavori di costruzione sono iniziati l’11 luglio del 2011 ma dopo uno stop la fermata definitiva è arrivata con l’alluvione del 18 novembre 2014 che ha devastato il cantiere: 45 operai licenziati dopo due mesi mai tornati al lavoro. Fino agli ultimi sviluppi che hanno visto l’impresa tener nascosto per lungo tempo la perdita delle caratteristiche per portare avanti l’appalto non avendo più addirittura dal 2014  l’iscrizione per gli appalti sopra i 20 milioni di euro. Questo atteggiamento che è costato una perdita di altri quattro anni dovrà essere valutata dal tribunale visto che il presidente del Consorzio di bonifica Ambrogio Guiso ha annunciato che  «faremo causa all’impresa che deve sborsare fino all’ultimo centesimo per i danni morali economici e giuridici».

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