Deriu rilancia la ricandidatura di Soddu a sindaco

«Declinare nel locale il vasto movimento globale, questa la missione della politica nuorese di oggi, di ora.
Impresa aperta alla collaborazione attiva di tutti, con una leadership evidente e guadagnata sul campo: quella di Andrea Soddu». Il consigliere regionale del Pd Roberto Deriu rilancia la candidatura del sindaco di Nuoro a leader della coalizione di centrosinistra alle elezioni comunali del prossimo maggio, vedendo un nuovo scenario politico nella nascita del nuovo governo Cinquestelle-Pd-Leu e anzi, leggendo tra le righe di una dichiarazione di stamattina, guardando allo stesso M5S come interlocutore e possibile alleato per le prossime amministrative.

Una presa di posizione ferma che sconfessa l’iniziativa proprio di esponenti di punta dello storico Gruppo Deriu che dall’interno dei democratici nuoresi è partito lancia in resta per chiedere le primarie, contestare duramente Andrea Soddu rivendicando il ruolo di opposizione del Pd in questi quattro anni, chiedere le primarie e candidare a sindaco il vicesegretario provinciale Francesco Manca con il sostegno aperto e dichiarato di un altro autorevole esponente del (ex?) gruppo Deriu, Davide Montisci, componente dell’assemblea nazionale Pd. Proprio Manca e Montisci, apriranno il 20 settembre alle ore 19 all’Euro Hotel la loro campagna pubblica, presentando a Nuoro il loro movimento “Fare comunità“, con tanto di simbolo e una premessa: «Gettiamo le basi per una grande stagione politica di rinascita della città. Iniziamo a discutere di Nuoro e delle sue prospettive, del suo futuro, delle opportunità che la nostra città, oggi abbandonata al suo destino, può ancora dare a chi la ama e a chi la vive. Per una rinascita nuorese, che restituisca contemporaneità, speranza e fiducia a tutti noi». Secca e netta, quindi, la ribadita contestazione a Soddu con un’opposizione alle scelte stesse dal di fuori del Municipio. che non sembra lasciare spazio a accordi futuri

Un appuntamento che Deriu sconfessa apertamente nella sua dichiarazione odierna fondata anche sulla nuova stagione che si è aperta con varo del Conte-bis e il ritorno del Pd al governo. «Quanto è dunque anacronistico oggi parlare delle divisioni del centrosinistra del 2015», scrive infatti il consigliere regionale nuorese: «Quanto è inutile cercare ancora prove della sua appartenenza, della sua lealtà; e quanto è vano pedantemente riassumere le difficoltà, gli screzi, le distinzioni tra noi e lui, tra democratici e civici. Se le energie che mettiamo nella lotta fratricida e nella sottolineatura dei reciproci difetti, noi le impegnassimo in un lavoro comune di elaborazione delle priorità per Nuoro, della soluzioni dei suoi problemi, saremmo nel posto che oggi la storia della città assegna ai coraggiosi, ai responsabili, alle persone di buona volontà». L’altolà a Manca e Montisci è evidente ed è facile intuire che l’assemblea del 20 settembre sarà anche una sorta di conta all’interno del gruppo che in tutti questi anni ha supportato l’azione politica di Deriu e la sua ascesa da assessore comunale, presidente della Provincia e consigliere regionale eletto e rieletto. L’analisi “deriesca” va però oltre la cinta daziaria di Nuoro e oltre Tirreno: «Ciò che è successo in Europa e Italia è qualcosa di davvero clamoroso, di veramente epocale, ma solo in parte sorprendente», scrive: «Le elezioni europee si sono svolte all’insegna della sfida dei nazionalisti guidati da Salvini e Le Pen contro il disegno europeo. Ebbene, quelle elezioni hanno segnato la sconfitta delle forze centrifughe: i nazionalisti hanno eletto meno parlamentari degli stessi Verdi, e con la nuova Commissione l’Europa ha ricominciato ad avere un disegno strategico, cioè ha ritrovato la volontà di essere un ampio spazio democratico, garanzia di pace e progresso per il mondo intero. In Italia il riflesso è stato immediato: le nuove forze immesse nella politica nazionale dal M5S sono oggi indirizzate a sostegno del rinnovamento dell’Europa sui fronte della sostenibilità economica, ambientale, democratica. Il PD ha fatto leva non sul suo egoismo, ma sul senso di responsabilità, negando a Salvini quelle elezioni anticipate che avrebbero ricostituito, in un quadro di nuova incertezza, un bipolarismo zoppo a vantaggio della destra a trazione sovranista. Oggi M5S, PD e LEU governano insieme, superando diffidenze e rancori in nome delle superiori necessità del Popolo italiano».

E Nuoro? Nel capoluogo in questo contesto per Roberto Deriu il centrosinistra ha un solo leader naturale: «Andrea Soddu ha partecipato, umilmente e generosamente, insieme al Partito Democratico sardo e italiano, a questa difficile transizione, alla vittoria degli europeisti contro i nazionalisti. In modo chiaro, aperto. Con uno slancio ideale e con un profilo politico che hanno stupito molti e riscontrato il favore degli elettori, soprattutto nella città della quale è sindaco. Allora ribadisco ancora, alla luce di ciò che oggi è successo e che solo qualche mese fa nessuno credeva, ma che avevamo sperato e aiutato a costruire, l’urgenza non è cercare un sindaco, che abbiamo già. L’impegno di tutti -rimarca con forza Deriu è riunire europeisti, progressisti, democratici, civici, a rappresentare con qualità ed efficacia il sentimento profondo dei nuoresi, che anche oggi, come sempre nella loro storia, sono compartecipi delle vicende sociali, culturali e politiche del mondo».

Messaggio, chiaro e preciso ma con molte variabili, a partire proprio dall’interno del Pd nuorese dove le altre componenti assistono in silenzio allo scontro pubblico interno al Gruppo Deriu. Con un’ulteriore variante da verificare già nella cronaca delle prossime settimane: la giunta Soddu, con l’abbandono ufficiale del consigliere de “La città in Comune” Paolo Manca (https://www.ortobene.net/paolo-manca-allopposizione-sindaco-senza-maggioranza/), non ha più la maggioranza e deve recuperare almeno un voto dall’opposizione per affrontare due delicatissimi appuntamenti: l’approvazione del bilancio consuntivo 2018 (e la riapprovazione dei rendiconti 2015, 2016 e 2017 chiesta dai revisori) e degli equilibri di bilancio. Un voto che potrebbe arrivare da Fabrizio Satta, il consigliere del Pd che già ha consentito con la sua presenza in aula di varare il bilancio di previsione. Ma può essere considerato lo stesso Satta, finora su altre sponde all’interno del partito, organico al disegno di Deriu di salvare oggi Andrea Soddu e tentare di rieleggerlo a sindaco tra nove mesi come guida del centrosinistra? La scelta di Satta non potrà comunque prescindere dal dibattito interno caratterizzato fino a ora anche dal silenzio del senatore Giuseppe Luigi Cucca che nei mesi scorsi non ha nascosto la sua avversione per Soddu e che, considerato a torto ai margini del dibattito, proprio con il varo del Governo torna a avere nel Pd un ruolo di primo pino anche nel dibattito cittadino.

 

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