Debiti sugli espropri, i dubbi dell’Anci

Com’era facile prevedere diventa un caso politico l’approvazione del bilancio al Comune di Nuoro che con 12 voti a favore l’astensione del Pd Fabrizio Satta che con la sua presenza in aula ha garantito il numero legale, e l’interpretazione della maggioranza che estende a varie tipologie di debiti fuori bilancio l’intervento della Regione con un provvedimento che originariamente era limitato a sanare le esposizioni per gli espropri (https://www.ortobene.net/nuoro-gonfiati-dal-comune-debiti-gli-espropri/). Un’autorevole sostegno alle perplessità sollevate dalle opposizioni che non hanno partecipato al voto, è arrivato il 20 giugno dal presidente sardo dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni d’Italia) Emiliano Deiana (foto in alto) durante un’audizione in Consiglio regionale della Commissione Autonomia presieduta dal nuorese Pierluigi Saiu. Tra gli atri argomenti (riforma della Regione, nuovo Statuto, nuove province), il sindaco di Bortigiadas ha parlato espressamente del caso sollevato a Nuoro. «Sulle situazioni di sofferenza dei Comuni e la copertura dei debiti fuori bilancio – si legge infatti testualmente nel resoconto pubblicato nel sito del Consiglio regionale – Deiana ha affermato che è uno strumento importante che ha, però, delle regole ben definite e che spetta alla Regione verificare che tutti i Comuni siano tutelati in egual misura, visto che le Amministrazioni locali devono presentare un’autocertificazione. Per Deiana se per alcune realtà sono stati valutati anche altri debiti, oltre a quelli legati agli espropri, lo stesso trattamento deve essere esteso a tutti i Comuni».

Chiaro il messaggio: la maggior parte delle amministrazioni ha presentato un elenco inserendo solo i debiti per gli espropri, il capoluogo barbaricino invece ha aggiunto altre pendenze come il disavanzo dell’Atp, contenziosi per appalti e risarcimenti per incidenti stradali, aggiudicandosi 31 dei 55 milioni a disposizione in tre anni. Quindi se la Regione accoglie quella linea deve estendere a tutti quei benefici. Una patata bollente ereditata dall’assessore agli Enti locali Quirico Sanna, in carica da poco più di un mese, dal predecessore Cristiano Erriu che in caso della conferma dell’interpretazione nuorese, richiederebbe allargando le maglie un ulteriore enorme sforzo finanziario da parte della Regione. Limitare solo agli espropri significherebbe invece per Nuoro rinunciare ad almeno sei milioni di euro, secondo quanto affermato in Consiglio dal sindaco Andrea Soddu che, comunque, ha richiamato l’interpretazione e gli atti conseguenti degli uffici (in particolari i segretari generali Antonino Puledda che ha firmato l’elenco dei debiti inviato in Regione e il suo sostituto, Giorgio Musso che ha confermato con un parere formale l’interpretazione estensiva della norma) e rivendicato in ogni caso il risultato politico di una significativa riduzione del debito.

Le parole di Deiana vengono però interpretate dall’opposizione come la dimostrazione di una spaccatura tra i sindaci e la conferma dell’irritazione di molti amministratori per la presunta “furbata dei debiti gonfiati” che avrebbe finito per penalizzare chi ritiene di aver rispettato lo spirito della legge. Con l’aggravante – secondo contestatori – che il sindaco Soddu è anche presidente del Consiglio delle Autonomie Locali (Cal) e in questa veste istituzionale che dovrebbe tutelare tutte le amministrazioni, ha condotto le trattative sul tavolo regionale insieme alla stessa Anci e a Emiliano Deiana. «Le bugie hanno le gambe corte», ha tuonato non a caso la capogruppo sardista Claudia Camarda che sulla vicenda si è scontrata frontalmente con il primo cittadino accusandolo in Consiglio di «mentire sapendo di mentire».

La questione non è di poco conto anche per gli effetti politici e la debolezza di una coalizione che con la presa di distanza di Paolo Manca (civico de “La città in Comune) ha perso la maggioranza e deve contare sul soccorso del consigliere Fabrizio Satta. Come hanno decretato gli stessi revisori dei conti (https://www.ortobene.net/bilancio-previsione-si-riserva-de-revisori/ ), se dalla Regione arriverà un’interpretazione che limita i l finanziamento ai soli debiti per gli espropri, il Consiglio dovrà a pochi giorni dalla sua approvazione procedere con una variazione di bilancio sulle minori entrate e quindi rivedere le spese previste. In queste ore però il vero problema riguarda il conto consuntivo 2018, anch’esso in ritardo, che non è stato approvato nemmeno dalla Giunta nonostante la diffida della Regione che ha concesso un’ulteriore proroga ai Comuni inadempienti scaduta venerdì. Non è improbabile che nelle prossime ore da Cagliari arrivi un decreto con una data stringente entro il quale approvare in Consiglio il rendiconto, superata la quale scatterà la nomina di un commissario ad acta e l’avvio delle procedure di scioglimento del Consiglio comunale.