Dantzas, fare festa imparando a ballare

La scommessa è quella di ricreare al monte Ortobene quel clima di festa che seguiva i riti religiosi del 29 agosto, quando dopo le funzioni religiose e le preghiere al Redentore, la gente si fermava a pranzo all’ombre dei lecci e dopo il pasto, spesso frugale, prima di riprendere il viaggio a cavallo o sui carri a buoi verso la città o i paesi vicini, non mancava mai un momento spensierato segnato dal ballo sardo. Una scelta coraggiosa e in qualche modo da incoraggiare quella di Nugoresas, il primo gruppo folk di sole donne fondato nel 2003 che ha l’ambizione di «mostrare il lato rosa del ballo nuorese, quello senza limiti, spontaneo e senza schemi», rompendo lo schema che vuole il ballo legato alla coppia, come mezzo di corteggiamento o prima conoscenza, per valorizzarne l’aspetto legato al divertimento, nella ma anche oltre la festa, tra amiche, sorelle o cugine.

Una linea che ha portato le balladoras  a proporre una formula inedita per la Sardegna: Dantzas, originale già nella definizione di “festival attivo” basato sul coinvolgimento diretto del pubblico che ha voglia di imparare a ballare e non di assistere passivamente allo spettacolo successivo. Così giovedì 29 agosto proprio in cima all’Ortobene a partire dalle 16 sarà possibile partecipare a un vero e proprio stage di ballo nuorese e di un gruppo ospite, prima tappa di un Festival itinerante che il 30 agosto sarà a Ghilarza, il 31 a Ittiri e l’1 settembre a Lodine.

Tre ore di lezione da mettere subito a frutto alle ore 19 facendosi trascinare a ritmo di ballo dai Ballade ballade bois, gli irlandesi della Cogar Célii Band, dai Pitularita (i fratelli Boniface Rémy al violino e organetto e Vincent Boniface al sax, clarinetto, cornamuse e organetto) con le loro canzoni attinte dalla tradizione della Valle d’Aosta e di tutto il mondo; e i siciliani dell’Orchestra di Tavola Tonda, dieci giovani, tra musicisti e ballerini (voci, violino, fisarmonica, mandolino, organetto, chitarra, charango, flauto, contrabasso e tamburi a cornic) che reinterpretano musiche da danze tradizionali europee.

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