«Daniela Forma? Insopprimibile voglia di apparire»

«Daniela Forma trovi altri argomenti a favore della sua insopprimibile smania di apparire»: botta e risposta in Regione tra Luigi Crisponi, presidente della Commissione d’inchiesta su Ottana, e la consigliera del Pd che ieri ha annunciato le sue dimissioni dall’organismo contestandola gestione mediatica dei tre mesi di lavori dei commissari (https://www.ortobene.net/basta-lo-sciacallaggio-ottana/). «Daniela Forma non perde occasione per conquistare la ribalta sui media. Apparire è la sua cifra politica. E quando le pare essere ai margini della comunicazione  ricorre tranquillamente e senza pudore alla famosa frase di Nanni Moretti nel film Ecce bombo: “mi si nota di piu’ se vengo e me ne sto’ in disparte o se non vengo per niente?”. Peccato – scrive Crisponi – che farfugli  per gli altri di comunicazione preelettorale, mentre  la distribuzione del comunicato stampa alle redazioni di mezza Sardegna delle sue dimissioni dalla Commisione d’inchiesta su Ottana  vorrebbe ascriverlo fra i nobili gesti della politica». L’esponente dei Riformatori difende «l’imponente lavoro in capo alla Commissione che procede con le audizioni e nella raccolta di dati, informazioni e documenti che possono finalmente aiutare a far luce sulle note vicende del polo industriale». Nella sua nota il presidente riconosce che «questa attività sarebbe potuta iniziare ben prima d’oggi» tanto che «la richiesta di cui sono primo firmatario risale al 2017 e mai anche nelle legislature passate alcuno se ne è fatto carico». Bisognerà però tornare indietro di 13 anni, a quando –  il 7 luglio 2005 – in Consiglio regionale la maggioranza di centrosinistra bocca una richiesta di commissione di inchiesta presentata da Roberto Capelli. Comunque – sottolinea Crisponi – «lo stesso  Consiglio regionale la ha approvata (Forma compresa), nel 2018 quindi ben conscio che l’attività sarebbe andata verso la fine della legislatura. Ma le penose insinuazioni di gestione in chiave elettorale delle comunicazioni delle attività della Commissione sono ridicole e fantasiose. Semmai la Commissione non perde e non perderà di vista l’opportunità di assicurare chiarezza e  trasparenza ai cittadini e all’opinione pubblica in generale. Elementi questi – conclude Luigi Crisponiinsuperabili per poter finalmente mettere nero su bianco e quindi poter scrivere la  verità nella relazione conclusiva sulle tormentate vicende dell’area industriale».