Daga replica a Cocco, certificato un fallimento

La giunta guidata da Andrea Soddu «questa amministrazione eterodiretta, dovrebbe dimettersi e ammettere il suo fallimento», è quanto chiede Salvatore Daga, ex assessore al bilancio della giunta guidata da Alessandro Bianchi chiamata in causa dal vicesindaco Sebastian Cocco all’indomani del commissariamento sul bilancio (https://www.ortobene.net/commissario-sul-bilancio-silenzio-parla-cocco/).
«Il vice sindaco – scrive Daga in una nota – dovrebbe essere più puntuale quando nella narrazione  dei fatti, riporta inesattezze importanti, sia da un punto di vista  storico che politico. Vorrei riportare alcuni elementi, spero esaustivi, che faranno capire ai cittadini da chi siamo amministrati». Diverse fonti -certificati consuntivi, ISTAT, dati gestionali del ministero dell’Economia e delle Finanze e ministero dell’Interno – offrono secondo Daga «un quadro sintetico utile per comprendere al meglio i principali  aspetti che caratterizzarono gli anni dal 2007 al 2015 e che contrassegnano l’evoluzione strutturale in atto nel campo della finanza comunale. Intanto la persistente crisi finanziaria che attraversava l’Italia, ormai da diversi anni, i Comuni affrontavano una stagione di malessere importante. Le difficoltà assunsero dimensioni preoccupanti per la dimensione finanziaria, con  risorse sempre più scarse disponibili in bilancio, ma soprattutto, furono dovute anche ad un quadro normativo  incerto, confuso e in definitiva restio nel valorizzare compiutamente l’autonomia degli Enti locali. Il ruolo dei Comuni infatti, fu quello di diventare “gabellieri dello Stato».
Ai Comuni – ricorda Daga – fu di fatto affidato dal Governo centrale il compito «di aumentare in misura significativa
le imposte locali senza alcun ritorno nella redistribuzione delle risorse. Questa situazione, dal 2007 al 2015, portò il legislatore a compiere una scelta, ovvero, prorogare le presentazioni degli atti  relativi ai bilanci poiché gli impatti dei nuovi provvedimenti  normativi, divenuti strutturali, erano tali e tanti, che si rischiava il caos contabile amministrativo degli Enti Locali». A questo proposito Daga elenca le norme approvate nel corso degli anni e che hanno fortemente inciso sugli Enti locali: «Governo Berlusconi ( Decreto 78/2010 noto come Decreto Tremonti che diede inizio ai tagli ai trasferimenti dallo Stato centrale ai Comuni); Governo Monti (Decreto Salva Italia con l’introduzione dell’IMU e la Spending review); il Governo Letta introduceva la IUC imposta comunale unica, che ingloba IMU, TARI eTASI). Non dimentichiamo poi il Patto di Stabilità. È facilmente comprensibile – commenta l’ex assessore al Bilancio nella Giunta Bianchi – perché furono date le proroghe di cui sopra. Vorrei quindi ricordare al vice sindaco che loro si sono proposti come il cambiamento, il nuovo che avanzava e che avrebbe rivoluzionato tutto. Questo non è accaduto e, l’unica novità, dal sapore antico fu l’aumento delle indennità stante il suggerimento  del 2013 dell’ANCI di non aumentarle nei periodi di crisi (suggerimento che non è decaduto visto il persistere delle difficoltà economiche dei comuni). Loro sono stati commissariati noi no».
Sono «ridicole – secondo Daga – le giustificazioni addotte per il commissariamento. Si parla infatti di strutture sottodimensionate con personale carente. Ma chi ha firmato i vari nulla osta alle domande di trasferimento di personale comunale verso ATS e MEF? Non di certo Bianchi. Credo che, dignitosamente e umilmente – conclude l’ex assessore – questa amministrazione eterodiretta, dovrebbe dimettersi e ammettere il suo fallimento».

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