Cumbidanovu, necessario un nuovo appalto

Dopo 30 anni di stop e ripartenze per la diga di Cumbidanovu si dovrà ricominciare da zero con un nuovo appalto per completare l’opera che dovrebbe assicurare l’irrigazione di 2.810 ettari dell’agro di Orgosolo, Oliena, Nuoro, Dorgali, Orune e Lula. Si scopre, infatti, che l’impresa – dopo un lungo contenzioso che si credeva risolto con il Consorzio di bonifica della Sardegna Centrale nato dalla chiusura del cantiere in seguito all’alluvione del 2013 – ha perso le credenziali per portare a fine i lavori nelle campagne di Orgosolo, travolgendo anche l’associazione temporanea d’impresa (Ati) . Un colpo di scena che ha spinto l’ente appaltante ad annunciare una causa contro la stessa impresa ma, soprattutto, a mobilitarsi per difendere il finanziamento regionale che rischia di essere dirottato per altre opere.

Il doppio allarme è stato illustrato stamattina dai dirigenti del Consorzio di bonifica in una conferenza stampa a Nuoro dove è stata diffusa la lettera che Itinera ha spedito al Consorzio per chiedere la risoluzione del contratto: «La scrivente impresa – si legge nella missiva – nella sua qualità di capogruppo dell’Ati appaltatrice, formula puntuale istanza affinché codesto Consorzio voglia procedere nei termini congrui alla formalizzazione di tale risoluzione». Le motivazioni per annullare il contratto e quindi ripartire da zero con l’appalto, sono essenzialmente da ricercarsi nei requisiti che, per via dell’annoso perdurare dei lavori, sono andati con il tempo a perdersi: «È accaduto che in questi anni, l’impresa Itinera in primis – scrive ancora l’azienda al Consorzio – e l’Ati nel suo complesso, abbiano perso in parte, per la sua riduzione, anche per il lungo tempo di interruzione di questo lavoro, il requisito indispensabile certificativo (Soa) per classe di importo connesso alle qualità caratterizzanti l’opera. Nello specifico a fronte di opere a finire classificabili in OG5 per 23 milioni circa, come evincibile dal computo di perizia, oggi l’Ati, è in grado di poter certificare ed attestare un’idoneità tecnica limitata solo a 10.329.000, a seguito del ridimensionamento della categoria OG5 da classifica VIII a classifica VI inoltre l’importo attestato sarebbe di gran lunga inferiore all’importo per finire i lavori».

Il Consorzio di Bonifica non ci sta, annuncia una citazione per danni e chiede un incontro alla Regione: «La diga di Cumbidanovu è ancora necessaria – dice Ambrogio Guiso, presidente del Consorzio  – e serve ancora uno sforzo di circa 80 milioni di euro per le infrastrutture. Se l’opera non dovesse compiersi rischierebbe di distruggere oltre cento famiglie ed il lor lavoro, è un’opera strategica e va completata. Abbiamo già chiesto un incontro alla Regione per decidere il da farsi dato che non fare la diga sarebbe un danno soprattutto se ci si dovesse trovare in periodi di siccità. Una cosa è certa: i 40 milioni stanziati per il completamento di Cumbidanovu, sono e devono rimanere a Orgosolo, non permetteremo alcuno spostamento, o serviranno a completare finalmente la diga o a bonificare i terreni se questa importante opera non dovesse compiersi».

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