Cucca (Pd sardo): «Ripartiamo dagli errori»

«I cittadini hanno espresso il loro verdetto. Il PD ha perso pesantemente e ora dobbiamo lavorare per ricostruire il consenso, partendo dai nostri errori»: il segretario regionale del Partito democratica Giuseppe Luigi Cucca fotografa in poche parole lo stato d’animo dei dirigenti sardi davanti all’onda travolgente del Movimente 5 Stelle ancora più travolgente nell’Isola dove i pentastellati sono al 42% contro il 32,7 nazionale e Pd al 15 rispetto al 18,7%. Un’autocritica severa quella di Cucca che non disdegna anche di gettare più di uno sguardo all’interno: «Di questa amara sconfitta – scrive il senatore nuorese fresco di riconferma – pesano innanzitutto il malessere generale, che non siamo stati capaci di interpretare e di contenere, la difficile risalita dalla crisi, che in Sardegna è stata ancor più drammatica rispetto ad altre regioni, l’incapacità di ricostruire un rapporto empatico con la gente e, sul piano strettamente politico, la dialettica interna al partito».

CAMBIAMENTO OBBLIGATO. «Un risultato annunciato», secondo Cucca perché «in questi mesi di campagna elettorale abbiamo toccato con mano la rabbia e il malcontento verso la politica nazionale e regionale, e ci siamo resi conto che molte delle cose fatte non sono state percepite dalla collettività. Questo esito, dunque, ci indica una strada obbligata, quella del cambiamento. Dobbiamo ribaltare la prospettiva, partire dal basso, dai problemi reali per costruire le soluzioni migliori, e rivedere le politiche, che non possono essere soltanto di sistema e a lungo raggio, ma devono poter dare soluzioni immediate e tangibili, perché tale è l’emergenza sociale che dobbiamo fronteggiare, soprattutto in quei territori dove è alto l’astensionismo». La nota è stata diffusa prima dell’annuncio del segretario nazionale Matteo Renzi. Cucca non lascia intendere la possibilità di abbandonare anche perché è stato eletto alle primarie con il 68% dei voti appena otto mesi fa, dopo uno stallo di un anno provocato dalle dimissioni da segretario regionale di Renato Soru. Proprio guardando dentro casa il segretario indica «l’altro cambio di passo da fare al nostro interno: le divisioni, il correntismo esasperato, il clima da congresso permanente, non hanno fatto bene in questi anni al PD, in Sardegna come in Italia, e hanno accentuato la distanza con la base e con gli elettori. Dobbiamo fare tutti un bagno di umiltà e prendere consapevolezza del grido che giunge dalle urne, recuperando la vocazione popolare e voltando lo sguardo all’esterno anziché concentrarsi sui contrasti interni, riorganizzando il partito a tutti i livelli, ad iniziare dalla dimensione locale».

RINGRAZIAMENTO AI NON ELETTI. «La campagna elettorale – scrive ancora Giuseppe Luigi Cucca – è stata un’occasione importante che ci ha permesso di riprendere a dialogare con la gente. È da qui che dobbiamo ripartire, da quella fetta di elettorato che ci ha dato nuovamente fiducia e da chi abbiamo deluso e non siamo stati in grado di convincere a votarci. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno preso parte a questa difficile sfida, ad iniziare dai miei ex colleghi in Senato, Ignazio Angioni e Silvio Lai, e da tutta la squadra, composta da candidati con un alto grado di competenza ed esperienza, che con coraggio hanno dedicato anima e corpo alla campagna elettorale, nel tentativo di contrastare l’ondata populista e la spinta estremista che, malgrado gli sforzi, è venuta fuori dalle urne. Ma voglio soprattutto ringraziare i militanti, i volontari, i simpatizzanti che ci hanno messo impegno e passione. Ai parlamentari eletti spetta ora il compito di rappresentare al meglio gli elettori e di onorare l’impegno con la comunità democratica».

REGIONALI ULTIMA SPIAGGIA. Ripartire subito, è la parola d’ordine anche in vista delle elezioni regionali del prossimo anno. «Non c’è tempo per leccarsi le ferite, facciamo tesoro della sconfitta per tradurla in azioni forti e ripartire con il giusto vigore e con la serietà che da sempre ci contraddistingue», conclude Giuseppe Luigi Cucca: «Ce lo impone il rischio, ormai concreto, di una inevitabile regressione del Paese e, ancor di più la minaccia di un risultato simile alle regionali. Il Partito Democratico ha in sé le energie e le intelligenze per ricostruire, per rifondare la sua azione affinché prevalgano il senso di responsabilità e la visione unanime orientata al bene comune».