Crisi: Soddu apre al PdS di Maninchedda?

Si vedranno già domani a Nuoro i primi effetti della decisione dei sardisti di abbandonare la maggioranza annunciata ieri sera in una conferenza stampa (https://www.ortobene.net/sardisti-passiamo-allopposizione/). Per venerdì 28 settembre è, infatti, convocato il Consiglio comunale. All’ordine del giorno un unico punto: la prima variazione al bilancio di previsione 2018-2020 (quasi due milioni di euro) con la proposta di ratifica della deliberazione della Giunta Comunale n. 223 del 30.07.2018, adottata subito dopo la decisione del sindaco Andrea Soddu di revocare gli assessori Psd’Az Antonio Belloi e Giuliano Sanna che infatti non compaiono nell’elenco dei convocati e, quindi firmata dal sindaco e dagli assessori Sebastian Cocco e Valeria Romagna

. Sarà quindi interessante verificare proprio l’atteggiamento dei sardisti in una riunione che non si annuncia tranquilla se il presidente del Consiglio Fabrizio Beccu ipotizza nella convocazione ben sei ore di dibattito, da mezzogiorno alle 18. Stando a quanto detto e ripetuto agli alleati Andrea Soddu sta facendo di tutto per arrivare alla seduta con i decreti di nomina della nuova giunta. Un’operazione diventata delicatissima dopo l’abbandono sardista perché si chiuderebbe con la coalizione ridotta a 13 voti certi, uno solo in più della maggioranza richiesta. Se appare un’impresa difficile già governare dipendendo dallo stato di salute e dagli impegni familiari o di lavoro di un consigliere, diventa ancora più complicato per le tensioni che attraversano la maggioranza schierata con Soddu ma con all’interno diverse sfumature e molti mal di pancia. A partire da “Ripensiamo Nuoro”: uno dei due consiglieri (Emilio Zola) pare non sia molto convinto della decisione del Movimento fondato dall’ex assessore Marcello Seddone di non entrare in giunta e assicurare un appoggio esterno. Nello stesso tempo su un impegno diretto, almeno fino a ieri sera, tentennavano anche i due consiglieri de “La città in Comune”.

Davanti a queste difficoltà, forse anche per ridurre il potere contrattuale dei suo alleati piccoli ma numericamente determinanti, Soddu potrebbe veramente essere tentato dall’approfondire un’ipotesi rimasta finora sullo sfondo: il contributo di qualche consigliere dell’opposizione (almeno due). A molti, infatti, non è sfuggita sabato scorso la presenza e l’intervento all’assemblea del Partito dei Sard di Sebastian Cocco, fresco di dimissioni da vicesindaco di Nuoro, Cocco che con i suoi consiglieri non ha seguito La Base nel Psd’Az è ha aderito a “L’Italia in Comune”, potrebbe svolgere proprio un ruolo di pontiere visto che il partito fondato dal sindaco di Parma Federico Pizzarotti sta trattando con il Pds. Ora è notorio che Paolo Maninchedda conti su due uomini in Consiglio comunale: Gian Piero Gusai, candidato tre anni fa nella lista Partito dei Sardi-Centro democratico, e Tore Sulas che ha lasciato il Pd ed è dato da tempo come candidato per le prossime regionali con Maninchedda.

Proprio le elezioni regionali, a tre mesi dalla presentazione delle liste, finiscono per complicare ulteriormente il quadro: Sebastian Cocco sembra accantonata la pregiudiziale sull’impegno dei futuri assessori a non candidarsi) viene dato per candidato per “Italia in Comune” ma la sua discesa in campo da alleato con Paolo Maninchedda finirebbe per sfociare in uno scontro interno e fratricida  proprio con Sulis, il pià votato in città con oltre 500 preferenze nel 2015. Oltre questo retropensiero a ridurre a chiacchiera da bar – almeno per ora –  il possibile soccorso alla maggioranza di Tore Sulas e Gian Pietro Gusai sono le sdegnate smentite degli interessati e i loro stessi atti concreti: i due consiglieri hanno firmato, insieme agli esponenti di minoranza che chiedevano le dimissioni di Soddu e, anche recentemente, hanno sottoscritto la lettera in cui si invitava la Regione a commissariale un Comune che non è riuscito ancora  ad approvare gli equilibri di bilancio e il rendiconto 2017. Dalla Cagliari viale Trento proprio sul consuntivo è arrivato l’ultimatum: deve essere votato entro l’8 ottobre, pena lo scioglimento del Consiglio. Insomma se Soddu, con o senza Giunta, supererà domani la prova della variazione di bilancio, già dovrà prepararsi a un altro appuntamento tra l’altro sotto lo sguardo vigile dei revisori dei conti che già hanno imposto lo stop al documento contabile.

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