Crediti da recuperare, prelievi forzosi solo dei contribuenti

«Mentre il fisco italiano offre una tregua ai cittadini sospendendo gli atti di riscossione fino al 25 agosto, il  Comune di Nuoro in questi giorni  sta portando via i soldi dai conti correnti dei suoi cittadini  per i tributi dovuti», Peppe Montesu, consigliere comunale di opposizione, contesta l’operazione recupero crediti avviata dal Comune con il prelievo forzoso delle somme dai conto correnti non sulle finalità («azione legittima, doverosa e  inderogabile»), per il fatto che nel mirino siano finiti solo i singoli contribuenti su un monte crediti da 76 milioni molto variegato che va dagli enti pubblici e società partecipate (Atp e Abbanoa) alle associazioni: «Sarebbe bello sapere se tali azioni nominvengono esercitate anche nei confronti di enti e società che non pagano i canoni delle strutture sportive (fino al 2017 scaduti e non parati circa 212 mila euro, senza contare quelli stralciati di oltre 40 mila euro,  “insussistenze”),  i canoni di gestione di spazi culturali (oltre 20 mila),  gli affitti di fondi rustici (dal 2015 in poi scaduti oltre 300 mila), i fitti dell’ex mercato (scaduti fino al 2017 oltre 50 mila euro), i  fitti di altri immobili diversi dagli alloggi, (non riscossi fin dal 2015 per circa 60 mila euro, eccetera».

Dopo aver spulciato gli atti, Montesu sulla gestione dei crediti pone una domanda e implicitamente risponde: «Sarebbe bello sapere se il Comune di Nuoro oltre ai conti postali e bancari dei suoi cittadini, ha pignorato anche i conti bancari dell’Atp (che a fine 2018 doveva ancora pagare 90 mila accertati nel 2017), oppure  i conti bancari degli enti che non hanno versato i rimborsi per personale distaccato (per gli anni 2016 e 2017 pari a oltre 130.000 euro) o se ha aggredito i conti bancari dei Comuni che non hanno versato  i contributi per i servizi sociali in gestione associata o Comuni del plus (fino al 2017 scaduti oltre 80 mila euro). Ci dica pure il sindaco se ha pignorato anche i  conti di chi deve ancora 650 mila euro di Bucalossi  (dal 2008 in poi)  o se ha fatto lo stesso per recuperare i 428 mila delle cause legali  vinte fino al 2017».

«Perché si inizia dai contribuenti e dai conti correnti postali e bancari dei cittadini?», si chiede Peppe Montesu ricordando che ammontano, appunto, a «76 milioni di euro le entrate non riscosse risultanti alla fine del 2018  crediti certi ed è esigibili, come dichiarano  i Dirigenti in occasione del rendiconto consuntivo predisposto dal Commissario». Una cifra enorme,  con 14 milioni di reddito Tari evasi al lordo di tante bollette sbagliate.  Tanti evasori si sono visti inseriti – operazione legittima per legge – anche per poche centinaia di euro negli ingiunzioni inviate a banche e Poste. Insomma sorge il dubbio che il Comune sia “forte con i deboli e debole con i forti: «Dica il sindaco e ogni suo assessore – scrive infatti Peppe Montesuquali altre  azioni hanno attivato per riscuotere gli altri crediti di loro competenza. Quali altri conti correnti abbiano aggredito per incassare le  somme dovute.  Dica perché sono stati eliminati oltre 650 mila euro di crediti  verso Abbanoa spa, “insussistenze”,  nemmeno di vecchia data, visto che sono stati accertati nel 2015, 2016 e addirittura nel 2017».

 

 

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