Cortina d’Ampezzo? No, Bruncuspina

Il sogno, da mormorare a mezzanotte e quello di sciare a Capodanno 2019 sul Bruncuspina sentendosi come a Cortina d’Ampezzo, ma la vera scommessa è quella della gestione degli impianti. «Fonnesi, vi sfido: partecipate e dite la vostra, non perdete questa occasione.  A volte, anche dopo trent’anni, i sogni si possono avverare»: Daniela Falconi, prima cittadina di Fonni, gongola dopo l’incredibile reazione che si è registrata in tutta la Sardegna dopo la diffusione sui social network delle prime foto dell’impianto di risalita che sta prendendo forma. La sindaca però davanti all’«avanzamento dei lavori che ogni giorno compiono passi avanti decisivi», mantiene i piedi per terra, con la felicità che si alterna all’ansia perché «in tempi ragionevolmente brevi dobbiamo decidere che sviluppo concreto dare a questa infrastruttura imponente se non vogliamo che tra qualche anno ci troviamo l’ennesima opera chiusa».

Un timore oggi esorcizzato con parole chiare e dirette: «Mettetevi in gioco, superate le resistenze, le diffidenze. Superate le divisioni di parte e se serve “sovvertite” con la vostra partecipazione le decisioni prese fino ad arrivare ad una decisione comune». Da mesi il problema, in un processo di coinvolgimento della popolazione, è al centro di discussioni e analisi, con tanto di diretta streaming e documentazione visibile nella pagina Facebook Fonni Snow. Tavoli di progettazione dove si è parlato molto di gestione, «con piani dei conti e analisi dettagliate», sintetizza Daniela Falconi: «Nei prossimi tavoli si prenderanno decisioni che poi andranno a incidere sul futuro del Progetto Bruncuspina e non solo. Serve il contributo di tutti per decidere come sviluppare al meglio il nostro futuro. Non basterà il turismo invernale e della neve, non basterà il ristorante, forse non basterà nemmeno un solo privato per gestire un’opera strategica per tutto il territorio. Ma se non ne parliamo ora, poi sarà molto più complicato. Il turismo e lo sviluppo turistico – chiosa ancora la sindaca di Fonnifunzionano solo se sono corali, se abbracciano imprese, cittadini, territorio e riescano a mettere a sistema chiunque. Non basta il turismo per uscire dalla crisi e risolvere i nostri problemi, non basterà una seggiovia che aspettiamo da anni, ma possiamo seriamente crescere. Crescere tanto e bene».

Storia travagliata quella del Piano neve, a partire dai primi travagliati lavori finanziati dalla Regione (1984, 3,6 miliardi di lire, Giunta Rojch) ò, sempre in Regione, nel 1995 la Giunta Palomba con il progetto di un moderno comprensorio sciistico tra Fonni e Desulo (8 miliardi) rischia di fare la stessa fine. Fondi andati in perenzione, recuperati nel 2008 dalla Giunta Soru (cinque milioni di euro), dividendo i due progetti, con Fonni che puntò all’impianto di risalita: progetti, frenate, ancora progetti poi l’appalto e finalmente l’inizio dei lavori nel settembre 2017.  Ora Bruncuspina, con il suo impianto di risalita nuovo di zecca sembra davvero Cortina: il suo destino però – e Daniela Falconi non lo nasconde – è nelle mani dei fonnesi.