Il nuovo corso di Cala Gonone Jazz

Un Festival sempre più legato al territorio, all’ambiente, alla storia e alle eccellenze locali. Nel solco della tradizione, forte dei suoi trent’anni di storia, il Cala Gonone Jazz si presenta con una filosofia nuova, a partire dai numeri: «L’abbiamo chiamato 30+1 – spiega Giancarlo Marcialis dell’Associazione Intermezzo di Nuoro che organizza l’evento – perché abbiamo pensato che dopo trent’anni fosse il caso di rinnovare i modelli dell’offerta di spettacolo e dell’evento culturale. Di fatto non abbiamo voluto far a gara con altri a chi porta il nome più importante ma un intervento più serio, la scelta è di veicolare un territorio che non è più solo Cala Gonone ma anche l’interno di Dorgali». Un modello differente, dunque, ma ci saranno ancora gli americani e le scommesse come Matthew Whitaker, giovane pianista ipovedente nato nel 2001 e considerato alla stregua di Stevie Wonder o Ray Charles.
Il nuovo corso del Festival è stato chiaro fin dall’anteprima, tre appuntamenti – tra la fine di giugno e il primo luglio – per i quali le cosiddette location non erano certo quelle tipiche nell’offerta di spettacolo. «Abbiamo risposto anche alle sollecitazioni dell’amministrazione di Dorgali – spiega Marcialis –, con cui il rapporto è ottimo, ma era una cosa che pensavamo da tempo. Abbiamo falsamente destagionalizzato – prosegue – considerando che il 15 giugno ci sarebbe stato Ma-MuMask, il 30 sarebbe finito il Festival letterario di Gavoi, e che in mezzo era prevista una Residenza artistica del Museo Nivola di Orani, abbiamo pensato che tutto il nostro territorio avesse particolari presenze di turismo se non intelligente o colto almenocurioso e ci è venuta l’idea di fare tre spettacoli, uno a Serra Orrios, uno all’Acquario, e uno al parco-museo S’Abba Frisca». Questo è stato possibile anche grazie alla collaborazione con il Distretto culturale del Nuorese, a cui Intermezzo ha aderito, «che consente sinergie nel territorio » – spiega Marcialis –, che fa parte anche del comitato scientifico del Distretto.
Così sono nati tre spettacoli, il primo e l’ultimo immersi nella storia e nella natura di Dorgali, in mezzo la performance all’Acquario di Cala Gonone con cui la collaborazione è consolidata. Lo dimostra anche la mascotte del Festival, la volpina Rosa Fumetta adottata dall’Acquario come testimonial contro gli incendi. A Serra Orrios, al tramonto e solo con luci naturali è andato in scena “I custodi del tempo”, liberamente tratto da Passavamo sulla terra leggeri di Sergio Atzeni con il trio Elikes, Coro Prama ’e Seda e la voce narrante di Giovanni Carroni: «Quei tremila anni di storia li abbiamo voluti raccontare in un posto che ha tremila anni» – dice Marcialis. All’Acquario il concerto del “Sofia trio”, al parco-museo S’Abba Frisca l’esibizione di Gavino Murgia. Qui come a Serra Orrios concerti “a basso impatto ambientale”, spettatori accomodati su seggiolini da campeggio e a diretto contatto con gli artisti in un incantevole scenario naturale. Così sarà anche per gli appuntamenti del cartellone tradizionale, che partirà il 26 luglio. Oltre al già citato Whitaker, «che sarà sorprendente» – assicura Marcialis – Intermezzo segnala un’altra importante scelta di campo: nei concerti che si terrannno nella sala della Dama bianca nelle grotte del Bue Marino si esibiranno solo donne, Rossella Faa, il duo tunisino Yuma e Sarah Jane Morris.
Si riallacciano anche le collaborazioni con formazioni locali come il coro Prama ’e Seda, il coro Istelotte, il Tenore Durgalesu. Oltre alle grotte i concerti si terranno all’Acquario, al Teatro comunale e all’aperto all’Arena Palmasera.
Anche Intermezzo fa i conti con i finanziamenti, quelli regionali – uno scade a febbraio, l’altro a luglio inoltrato mettendo in difficoltà le associazioni – in particolare mentre quello privato della Fondazione di Sardegna «è più puntuale, essendo il bando a ottobre dell’anno precedente». Al di là delle richieste avanzate da qualcuno singolarmente, che inevitabilmente scontenterebbero tanti, la strada che consiglia Giancarlo Marcialis è quella di finanziamenti triennali che consentirebbero una gestione più tranquilla sotto l’aspetto finanziario.
Da trent’anni Intermezzo dimostra che, pur nella precarietà, si possono organizzare eventi di livello internazionale e valorizzare un intero territorio. Alla fine la qualità paga, e resiste.

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Il programma

  • Giovedì 26
    Ore 19 – Acquario € 10 Degustazione prodotti tipici Enrico Spanu
    Ore 21.30 – Teatro comunale € 15 Chiara Pancaldi & Darryl Hall 4et Apertura con Mal bigatto trio
  • Venerdì 27
    Ore 11.30 – Grotte del Bue Marino € 10 Rossella Faa
    Ore 19.00 – Acquario – Degustazione prodotti tipici € 10 SVM
    Ore 21.30 – Teatro comunale € 15 Matthew Whitaker – piano/organ, Edward Morcaldi – guitar, Sipho Kunene – drums
    Apertura con Cuncordia a Launeddas
  • Sabato 28
    Ore 11.30 – Grotte del Bue Marino € 10 Yuma Sabrine Jenhani – voce, Ramy Zoghlemi – voce, chitarra
    Ore 19 – Acquario € 10 Degustazione prodotti tipici Riccardo Ascani & Roberto Ippoliti
    Ore 21.30 – Arena Palmasera (Gratuito) Daniel Karlsson Trio Apertura con Coro Istelotte
  • Domenica 29
    Ore 11.30 – Grotte del Bue Marino € 15 Sarah Jane Morris & Antonio Forcione
    Ore 21.30 – Arena Palmasera (Gratuito) Pee Wee Ellis – Funk Assembly Pee Wee Ellis – Sax tenore, Tony Remy chitarra, Gareth Williams – tastiere, Laurence Cottle – basso Guido May – percussioni
    Apertura con Tenore Durgalesu Sa oche: Giovanni Boeddu; Contra: Flavio Patteri; Bassu: Jacopo Senette; Mesuoche: Franco Sale