Corsica, lotta comune con i pastori sardi
di Redazione

18 Febbraio 2019

2' di lettura

Tre milioni di pecore contro 120 mila: in Corsica temono “l’effetto domino” ma soprattutto voglio marciare uniti con i fratelli sardi per spingere l’Europa a inserire nella politica agraria comunitaria (Pac) un piano che miri a difendere le peculiarità economiche e culturali del pastoralismo, citato espressamente il Fiore Sardo. Sull’isola arriva quindi, oltre la solidarietà da parte di Femu a Corsica partito di maggioranza nell’Assemblea corsa guidato dal presidente Gilles Simeoni, che in un documento (foto sotto)  si dichiara disponibile a presentare a Bruxelles già ai primi di marzo un piano d’azione comune tramite la CPMR, la Conferenza delle Regioni Marittime Periferiche d’Europa che riunisce 160 regioni  appartenenti a 28 Stati, membri e non dell’Ue. «Il latte dei nostri pastori – scrive Femu a Corsica. Aiò ch’hè ora  – è il sangue delle nostre terre isolane, il pastoralismo è l’anima di ciò che noi siamo e garantisce ricchezza per l’avvenire». Appena il 6 febbraio il presidente della Regione sarda Francesco Pigliaru, insieme ai colleghi di Corsica Gilles Simeoni e Isole Baleari Francina Armengol, hanno firmato un documento comune per chiedere  che vengano finalmente attività le norme del Trattato europeo sull’insularità. 

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