Corsa ai 600 euro: «Clik day inaccettabile»

#noirestiamoacasamadoveteaiutarci: la consigliera comunale di Nuoro Giovanna Zedde lancia l’allarme: il click day che costringerà tanti cittadini a chiedere il contributo on line fino all’esaurimento dei fondi, taglierà fuori tanto lavoratori autonomi e titolari di partite Iva dalla concessione del contributo una tantum previsto dal Governo nell’ambito dei provvedimenti di sostegno alle attività produttive messe in crisi dall’epidemia di Covid-19. «In questo momento di grande tensione per l’emergenza sanitaria, si affaccia prepotente anche lo spettro dell’emergenza economica per molte categorie produttive», scrive l’amministratrice sentendosi in dovere di  «rappresentare la forte preoccupazione di tutti i commercianti, artigiani, lavoratori autonomi e liberi professionisti che in questi giorni di sospensione delle proprie attività o di riduzione del volume d’affari per quelle rimaste aperte per consentire la fruizione dei servizi essenziali, vedono all’orizzonte gravi difficoltà per poter onorare pagamenti a fornitori, erario e banche. In attesa di conoscere le misure regionali per le attività produttive diverse da quelle della filiera turistica, anche il timido e irrisorio beneficio delDecreto “Cura Italia” (D.L. 17 marzo 2020, n. 18), che ha previsto, agli artt. 27 ess., il riconoscimento di un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro a favore dei liberi professionisti titolari di partita Iva, lavoratori autonomi, lavoratori atipici, e altri, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria, rischia di essere un miraggio. Infatti – si legge in una nota – il meccanismo allo studio per la richiesta delle agevolazioni -secondo quanto annunciato dal presidente dell’Inps Pasquale Tridico – è quello del “click day”, fino all’esaurimento delle risorse a disposizione. Ciò significa che ogni potenziale beneficiario dovrà munirsi di PIN per accedere ai servizi on line dell’INPS,e sperare di riuscire a cliccarei n tempo utile per accedere al beneficio. Si prospetta dunque la certezza che una platea potenzialmente ampia di commercianti, artigiani e professionisti rischieranno di non poter avere nemmeno quei 600 euro che, pur insufficienti, potrebbero almeno consentire il pagamento di qualche utenza. E’ dunque necessario chiedere con gran forza che lo Stato riveda il meccanismo per l’attribuzione del beneficio, evitando che una fetta importante del tessuto produttivo rischi di collassare e di non avere le forze per potersi riprendere dopo la fine dell’emergenza. In questo momento di generale sconforto – conclude Giovanna Zedde – abbiamo il dovere di non creare cittadinidi serie A e di serie B, ma di mettere in campo tutte le risorse egli strumenti possibili per guardare con fiducia al futuro e poterd avvero dire #andràtuttobene».