Coronavirus, cattolici cinesi solidali con Bitti

«Gesù non riconosce le frontiere, non si ferma nelle dogane, la preghiera supera tutti i confini e quindi la solidarietà copre ogni ogni distanza»: ricorrendo anche alla esperienza da missionario, don Totoni Cossu, parroco di Bitti impegnato in questi giorni a fronteggiare l’emergenza nella casa di riposo parrocchiale trasformata in un reparto ospedaliero Covid-19 quando è stato accertata la positività al virus di 18 ospiti su 21 e 5 dipendenti su 14, ha commentato con queste parole la notizia dell’imminente arrivo di duemila maschere chirurgiche e 35 tute protettive «donate dai cattolici cinesi in Cina come segno di fraternità e sostegno reciproco».

Un gesto annunciato da una suora cinese con cui ieri don Totoni ha dialogato per email, fino a inviare leggi qui  il prescritto certificato di accettazione.Un dialogo iniziato con messaggio via wathapps: «Buongiorno, don TOTONI, sono sr Maria, mi ha detto sr Angela Maria per il bisogno delle cose protettive della vostra struttura?».

Un segno importante nell’emergenza mondiale iniziata proprio in Cina che dovrebbe servire da stimolo anche alla sottoscrizione aperta a Bitti per coprire le notevoli spese straordinarie che sta affrontando la comunità alloggio dove sta ridando serenità a ospiti e personale il piano d’intervento messo a punto dal Comune e dalla parrocchia