Conte: «Ordinanze regionali illegittime»

«Ogni ordinanza regionale che attenui le prescrizioni in regionali è da considerarsi illegittima», lo ha ribadito il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel suo intervento in corso alla Camera dei Deputati facendo notare che le modifiche locali dei decreti governativi sono consentite solo se prevedono ulteriori restrizioni sottolineando che fino a luglio è stato  dichiarato lo stato di emergenza nazionale che, oltre i decreti-legge offre un’ulteriore copertura legislativa ai provvedimenti del Governo. Risposta diretta anche alla Calabria che ieri ha concesso la ripresa delle attività tra l’altro a bar e ristoranti all’aperto: «Iniziative improvvide», ha tagliato corto Conte ricordando che è previsto un cronoprogramma  per la ripresa delle attività economiche graduale e modellata sull’andamento dell’epidemia. 

Si profila, quindi, uno scontro con le 12 regioni tra cui la Sardegna che ieri hanno scritto al premier intenzionate a far valere le proprie competenze, e quindi, decidere un calendario difeso di riapertura delle attività economiche. «La Fase 1 dell’emergenza Covid-19 ha visto un accentramento dei poteri normativi in capo al Governo, secondo lo schema decreto-legge + DPCM attuativi che ha posto problemi di compatibilità con la Costituzione, sia con riferimento al coinvolgimento parlamentare, sia con riferimento al rispetto delle competenze regionali», hanno o scritto  Christian Solinas (Sardegna); Marco Marsilio (Abruzzo), Vito Bardi (Basilicata); Jole Santelli (Calabria); Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia); Giovanni Toti (Liguria), Attilio Fontana (Lombardia); Donato Toma (Molise); Alberto Cirio (Piemonte); Donatella Tesei(Umbria); Nello Musumeci (Sicilia); Luca Zaia (Veneto), e  Maurizio Fugatti (Provincia autonoma di Trento).  Bisogna quindi, secondo i presidenti delle Regioni governate dal centrodestra, «ritornare progressivamente ad un più pieno rispetto dell’assetto costituzionale e del riparto di competenze tra lo Stato e le Regioni, sempre in applicazione dei principi di sussidiarietà e leale collaborazione». In quest’ottica le 12  Regioni – Sardegna compresa – sono decise a «riavviare le attività produttive e allentare i vincoli dell’isolamento sociale in totale sicurezza».iat

Tensione altissima, quindi, tra Regioni e Governo dopo che ieri lo stesso ministro Boccia aveva annunciato l’intenzione di ricorre a Tar e Corte Costituzionale contro le ordinanze nazionali. Un clima ulteriormente verificabile questo pomeriggio quando, sempre in videoconferenza, i presidenti delle giunte regionali  ci confronteranno con lo stesso Boccia e il ministro dei Trasporti Paola De Micheli, per fare il punto su spostamenti e collegamenti in vista del fatidico 4 maggio. Il sardo Solinas ha già annunciato che riproporrà il “passaporto sanitario” con tampone preventivo per sbarcare nell’Isola, ulteriore test all’arrivo e app per monitorare i movimenti.