Chi consuma agnello sardo campa 100 anni

«A Natale acquistate l’agnello certificato Igp di Sardegna per mangiare sano, rispettare l’ambiente e sostenere l’economia del proprio territorio»: un appello firmato Contas, Consorzio dell’agnello di Sardegna Igp (Contas), cresciuto in dieci anni da 251 a oltre quattromila associati appartenenti all’intera filiera produttiva ovina ( 66% (allevatori, 17% macellatori e 17% porzionatori), con i capi certificati allevati, macellati e messi in vendita passati da 69 mila ai 755 mila del 2016,quando si è registrato un più 16 per cento rispetto 650 mila dell’anno prima . Un trend positivo continuato anche nell’anno in corso che ha visto l’organismo impegnato non solo ad allargare la base associativa ma a valorizzare il prodotto marchiato a Indicazione geografica protetta (Igp) sancito dalla Commissione europea (regolamento 138/01 d del 24 gennaio 2001)  e dal decreto 28 ottobre 2005 del Ministero delle Politiche agricole. Un impegno moltiplicato sotto Natale, massimo periodo di vendite in occasionerebbe feste di fine anno che si traduce in un’attività di promozione della qualità e di vigilanza e tutela del consumatore per contrastare le truffe. «Per essere certi di acquistare agnello sardo sostiene il direttore del Contas Alessandro Mazzette – è necessario stare attenti all’etichetta. Deve essere presente il doppio bollino quello verde in cui è raffigurato l’agnello stilizzato e il tondo giallo-blu che connota l’Indicazione geografica protetta. Questa è una garanzia per il consumatore. Nessun altro agnello può fregiarsi di questo marchio e neppure è consentito scrivere agnello sardo. Per questo lo tuteliamo con diversi livelli di controllo. Ma è necessaria anche la collaborazione del consumatore che deve segnalarci le non conformità scrivendo o chiamando al Consorzio oppure inviandoci anche dei messaggi whats app al numero 334.1013034».
            
Il Consorzio inoltre è impegnato nella valorizzazione del prodotto con una campagna informativa rilanciata proprio in questo periodo. «La carne di agnello – si legge in una nota del Contas – è genuina, saporita e fa bene alla salute come ci dicono i medici, le ricerche scientifiche e chi dura oltre 100 anni dopo averne fatto ampio consumo. Gli agnelli, vengono allevati secondo un disciplinare che prescrive che siano nati e allevati in Sardegna, nutriti con il latte delle madri alimentate a loro volta al pascolo.
La Sardegna è la prima regione del Mediterraneo in cui si pratica l’allevamento degli animali al pascolo. Le pecore brucano in media circa 4milioni di tonnellate di erba (l’80 % dei loro fabbisogni nutritivi) dal 70 % della superficie isolana. Per questo motivo la carne e il latte delle pecore contengono sostanze ad azione benefica dovute proprio al pascolamento di essenze erbacee naturali.
Questo consente alla carni dell’agnello di Sardegna Igp “di essere tra le più ricche in termini di grassi polinsaturi della serie omega-3 e di acido linoleico coniugato (Cla). Nutrienti che sono fondamentali ad esempio nella crescita neonatale  perché aiutano lo sviluppo cerebrale e la vista nei bambini più piccoli e il corretto funzionamento del sistema nervoso centrale – spiega il presidente del Contas Battista Cualbu. «È provato scientificamente che i prodotti derivanti da animali che pascolano hanno effetti positivi sulla salute dell’uomo, perché sono ricchi di sostanze nutraceutiche benefiche per l’uomo: il Cla (Acido linoleico coniugato) contenuto nel latte, è trasferito completamente nella carne compresa quella dell’agnello. Le pecore sarde hanno una predisposizione genetica che favorisce questo arricchimento dovuto all’azione di selezione del pastore avvenuta nei millenni». Oltre le evidenze scientifiche – fa notare sempre il Contas – la riprova arriva dalla realtà concreta. La Sardegna nella percentuale tra centenari e abitanti, risulta essere la Regione più longeva del mondo: abbiamo costantemente in vita circa 370 persone che hanno più di 100 anni, mentre vive il Sardegna il 14 per cento di coloro che in tutto il mondo hanno superato i 110 anni di vita. «L’agnello sardo è un prodotto di eccellenza che non a caso fa parte della dieta della longevità, e che proviene da allevamenti che rispettano anche il benessere animale e l’ambiente. La pratica millenaria della pastorizia, infatti, ha forgiato i tratti salienti del paesaggio della Sardegna e senza questi elementi si perderebbe la biodiversità e la capacità economica del sistema. Ecco perché – ribadisce Battista Cualbu – è doveroso scegliere l’agnello Igp di Sardegna: slogan a parte, oltre ad essere saporito,  fa bene alla salute, al territorio e all’economia».
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