Conosci il tuo cuore e allenalo con l’obbedienza

Ti è mai capitato di arrivare a Pasqua senza accorgerti che la Quaresima è finita, che il tempo è volato in fretta, insieme ai tuoi “impegni quaresimali”, persi per strada dopo qualche faticoso passo? Ti sei mai chiesto perché ti capita di sentire il desiderio di conversione e allo stesso tempo la voglia di rinviare alla prossima Quaresima? Forse anche tu, qualche volta ti sei sentito spiazzato dai tuoi difetti, vorresti essere migliore e ti ritrovi a commettere sempre gli stessi peccati, magari notando e accusando quelli degli altri. La liturgia di questa prima domenica di Quaresima è per te che, nonostante tutto, desideri autenticità nella tua vita. Focalizzare l’attenzione solo sulla nostra buona volontà è il tranello che ti chiude alla grazia da cui nasce ogni santo desiderio di bene e la forza di attuarlo. Prima dei nostri propositi, infatti, c’è l’iniziativa dell’amore di Dio che ci precede e ci raggiunge lì dove ci sentiamo arenati. È un Amore da riascoltare e contemplare con immensa gratitudine, specialmente in questo tempo forte, mettendo al centro il dono gratuito della salvezza operata dal Signore Gesù. Abbiamo quaranta giorni per rimparare ad ascoltare la Parola con la vita e lottare con la forza dello Spirito. Acquisire una nuova consapevolezza della salvezza ricevuta, ci consentirà di fare con Gesù veri passi di conversione!
San Paolo nella lettera ai Romani ci aiuta a capire sia la prima lettura, tratta dal libro della Genesi che il Vangelo. Gesù facendo sua la precarietà della nostra esistenza terrena, ci insegna l’umile obbedienza del Figlio Amato. «Come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti». Le parole dell’Apostolo sono una finestra spalancata sull’orizzonte immenso della grazia. «Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo». Guardiamo con lui la sproporzione che c’è tra la caduta e la misericordia, la grazia e la salvezza che viene riversata su noi in Cristo! Questo comporta un cammino di verità in noi stessi, prendendo consapevolezza delle profondità del nostro cuore. Solo scoprendoci veramente peccatori e bisognosi di Misericordia potremo gioire come bambini per il Dono immeritato della salvezza! Il libro della Genesi ci fa guardare in faccia il danno causato dalla seduzione di satana. Non entrare mai in dialogo con lui, come ha fatto Eva: con la menzogna, infatti, tenta di confonderci. Spesso, solo dopo la caduta, ci rendiamo conto, dal frutto del peccato, di aver sbagliato.
Il Vangelo oltre a evidenziare la condizione di debolezza dell’uomo, la tentazione di negare i limiti propri della nostra umanità, soprattutto ci mostra Gesù che entra nelle nostre tentazioni per insegnarci ad uscirne con vittoria. Egli ha vinto con noi e per noi! «Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo». La prima tappa, dopo l’esperienza intensa del battesimo al Giordano, è la tentazione nel deserto. Il suo essere figlio di Dio viene messo alla prova. Il deserto è luogo di tentazione, ma anche di crescita nell’amore a partire da un’obbedienza autentica alla Parola del Padre. Il diavolo si rivolge a Gesù ripetendo sempre «se tu sei figlio di Dio», per negare il suo essere anche figlio dell’uomo. La tentazione è quella di scindere le due figliolanze divina e umana. Egli vuole creare fratture insanabili nella vita degli uomini che portano alla morte. «Se tu sei Figlio di Dio dì che queste pietre diventino pane». Gesù non gli permette di manipolare la Parola. Egli è la Parola del Padre e risponde sempre con le parole del Padre: «Sta scritto…». Dopo i tre tentativi il diavolo lo lasciò e gli angeli lo servivano.
E noi, come viviamo la tentazione? Ci accorgiamo di essere tentati, quando realmente lo siamo? Uno sguardo consapevole su noi stessi, spinto e guidato dalla luce del Mistero Pasquale, potrà essere un autentico passo di conversione. Solo la Parola è capace di illuminare i nostri passi e liberarci “dall’ovvietà” del pensare umano, al quale neppure facciamo attenzione, dove effettivamente si manifesta l’inganno del nemico, l’indole idolatra del cuore che vuole possedere Dio stesso e spadroneggiare, cercando in Gesù la legge del “tutto e subito” anziché la vera logica della salvezza. La stessa realtà di limite può diventare luogo di pace e di serenità se vissuta filialmente.

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