Con Mameli frammenti di storia al femminile

Un gran bel libro quello appena dato alle stampe da Giacomo Mameli, giornalista e scrittore (Perdasdefogu, 1941) per le edizioni Il Maestrale. Hotel Nord America (pagg. 300, € 18.00) è una scoperta interessante: narra la storia di un gruppo di ostetriche che, nel 1939, in pieno regime fascista, il Duce decide di inviare nelle zone dove la mortalità neonatale ha raggiunto numeri preoccupanti. Le ventidue ostetriche hanno appena ricevuto il diploma dall’Università Alma Mater di Bologna, e vengono convocate immediatamente dal prefetto per essere informate della loro imminente missione: partiranno subito per la Sardegna, destinazione Nuoro e da lì assegnate, ciascuna, a un paese della provincia. L’autore narra con meticolosità ogni particolare del viaggio, lo stato d’animo delle giovani ostetriche, intrecciando l’ignoto che deriva da questa avventura con la forza e la speranza dalla missione. L’arrivo a Nuoro, dove il prefetto predispone l’assegnazione delle ostetriche, non prima di averle fatte alloggiare temporaneamente in uno “strano” alberghetto della cittadina, appunto l’Hotel Nord America. Che si rivela, purtroppo, un postribolo. Ma l’avventura è appena iniziata: una delle ventidue ostetriche, Ida Naldini, originaria di Marradi in provincia di Firenze, viene assegnata a Perdasdefogu (Foghesu). Qui inizia la sua attività professionale, tutta da creare anche materialmente e tutta da tessere in un dedalo di relazioni umane che la mettono alla prova. Una prova talmente forte che Ida Naldini, ormai da tutti chiamata “Signorida”, si radica perfettamente nel piccolo e allora povero paese, dove si sposerà con Orazio e avrà dei figli.

Hotel Nord America è un viaggio nell’umanità e talvolta nella disperazione, dai contenuti profondi, che cattura ogni particolare riguardante la vita di allora, una vita grama purtuttavia contrassegnata da un profondo senso di dignità, e che si ribella, si leggerà, all’odioso regime fascista. Una vita ricca di rapporti umani che si intrecciano nella narrazione di Mameli dando vita a emozioni profonde. Ne esce un racconto dove si parla della Sardegna e dei suoi problemi sociali, dove emerge, nella seconda parte del libro, un riverbero di speranza: il dopoguerra, le nuove conquiste economiche (seppure in ritardo rispetto alla Penisola), la svolta, nel 1956, con la creazione del poligono militare interforze a Salto di Quirra, che viene vissuto come una leva per accrescere lo stato economico di Foghesu. Gli anni ci insegneranno che quel poligono ha rappresentato, purtroppo, una vera e propria spina nel fianco della Sardegna.
Il libro di Giacomo Mameli scorre con infinita curiosità: da questa pubblicazione esce la profondità del popolo sardo senza tralasciare gli aspetti noti, quale il fenomeno del banditismo, declinato al tempo a una sorta di forma di sopravvivenza indotta da una politica cieca e sorda verso le esigenze di una popolazione. L’umanità riguarda anche la dedizione di Ida Naldini e delle altre sue colleghe che, in anni bui come quelli dettati dal regime, hanno saputo lavorare per accrescere la cultura del benessere fisico e psichico delle donne: una lezione di competenza professionale e di riscatto sociale per il ruolo delle donne che, proprio in Sardegna, ha rivestito un significato ancora più importante.

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