Commissione Servizi sociali, secondo round

Ieri, giovedì 13 giugno, la Commissione servizi sociali del Comune ha convocato una riunione pubblica incentrata sul tema dell’emergenza abitativa in città e sul caso delle diffide ricevute da alcuni nuclei familiari occupanti abusivamente una parte degli alloggi comunali. All’incontro, oltre al presidente della commissione Graziano Siotto, hanno partecipato il sindaco Andrea Soddu, l’assessore ai servizi sociali Valeria Romagna, il responsabile del servizio patrimoniale Mauro Scanu, la dirigente del settore cultura, welfare e servizi alla persona Maria Dettori, alcuni consiglieri di maggioranza e opposizione, funzionari comunali, e un gruppo di persone in rappresentanza degli occupanti abusivi degli alloggi comunali, provenienti principalmente dal quartiere del Nuraghe.
Le tre tematiche principali affiorate durante la discussione sono: la richiesta da parte della commissione di maggiori dati sugli alloggi a disposizione del comune; la nascita del comitato “Su Nuraghe”, composto da una parte degli abitanti del quartiere; e la pubblicazione degli atti di notifica di sfratto avvenuta sul sito del Comune, avvenuta senza omettere il nome e il cognome dei destinatari della diffida.
GLI ALLOGGI E I NUCLEI FAMILIARI VULNERABILI. Sul primo punto il dirigente Scanu ha precisato di aver già inviato alla commissione tutti i dati a sua disposizione, ma per via della mancanza di una funzionaria e della conseguente riduzione nell’organico, non ha ancora potuto preparare tutti i documenti richiesti. «Prima di tutto vengono i doveri che l’ufficio ha nei confronti dei cittadini», ha spiegato il dirigente. «La priorità – ha affermato – è quella di pubblicare le graduatorie definitive il prima possibile». Si tratta dell’elenco relativo alle persone che nel 2014 fecero regolare richiesta di inserimento negli alloggi di proprietà del Comune.
In ogni caso, questa graduatoria esula dalle situazioni per le persone in emergenza abitativa, come la maggior parte delle persone occupanti abusivamente gli alloggi comunali e di Area (Azienda regionale per l’edilizia abitativa). La legge indica che a loro devono essere riservati il 25 per cento degli alloggi mentre, secondo Siotto, appena 38 alloggi su oltre mille. sono destinati all’emergenza abitativa, pari al 3,5% del totale.
Trascorsi due anni dall’assegnazione dell’alloggio in questa maniera, l’ente gestore ha l’obbligo di verificare il permanere della condizione di vulnerabilità delle persone. La dirigente del settore servizi alla persona ha aggiunto che l’assegnazione degli alloggi avverrà «compenetrando la loro situazione con quella degli altri che fanno parte della graduatoria normale». Al dirigente ha fatto eco il sindaco Andrea Soddu, ricordando la legge regionale n.13 del 1989, e dicendo che «se un’amministrazione attribuisce un vantaggio ad alcuni soggetti, lo può fare solo ed esclusivamente in seguito all’aver stabilito regole attente alle situazioni prioritarie».
IL COMITATO “SU NURAGHE”. Proprio in avvio della seduta, il presidente della Commissione Siotto ha ringraziato per la sua presenza il neonato Comitato di quartiere “Su Nuraghe”, creato da una quindicina di famiglie a seguito dell’ultima seduta della Commissione servizi sociali dello scorso 7 giugno (https://www.ortobene.net/soddu-tuteleremo-le-famiglie-situazione-fragilita/). Il comitato riunisce i nuclei familiari del quartiere che si trovano in situazioni di fragilità, e ha come portavoce gli abitanti del Nuraghe Lorenzo Uscidda e Laura Corda. Come spiegano i componenti, l’obiettivo del comitato è quello di «discutere in maniera trasparente con l’Amministrazione Comunale, senza la mediazione di nessun altro che non ci rappresenti». Le intenzioni future del Comitato “Su Nuraghe” sono molto chiare: «Vogliamo che le nostre voci arrivino nelle sedi istituzionali e siamo a disposizione per ogni confronto sull’emergenza abitativa e sul quartiere del Nuraghe. Sono settimane di preoccupazioni per le famiglie riceventi le diffide comunali, ma confidiamo nell’impegno, lavoro e nella doverosa serietà degli amministratori comunali per non restare dimenticati per altri vent’anni».
LA QUESTIONE DEI DATI PERSONALI. Tra i componenti del Comitato, alcuni hanno lamentato la pubblicazione sull’Albo pretorio del sito comunale delle diffide a lasciare l’alloggio occupato abusivamente. Il problema sottolineato dai destinatari della diffida, consisterebbe nella non omissione del proprio nome e del proprio cognome. La Commissione, i consiglieri e i dirigenti presenti non erano a conoscenza della pubblicazione dei dati personali e, per approfondire la questione, hanno chiesto maggiori informazioni ai membri del Comitato che hanno lamentato questo fatto.

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