Commissario sul bilancio: silenzio, parla Cocco

Al Comune di Nuoro, mentre continua lo strano silenzio della maggioranza, a rompere quella che sembra una consegna o un’autoconsegna sulla nomina del commissario ad acta che esautora la Giunta e predisporrà lo schema del rendiconto di gestione 2018 da sottoporre al Consiglio, è il vicesindaco Sebastian Cocco che in un lunghissimo post impossibile da riassumere (i lettori più curiosi e volenterosi possono farlo sulla sua pagina Facebook) ci mette comunque la faccia e, accanto a un’autocritica, rende pan per focaccia agli accusatori rei in questi giorni di aver sparato a palle incatenate, mettendo in dubbio alla radice la credibilità stessa di alcuni contestatori.

Ecco una sintesi – necessariamente parziale. Saltando numeri e difficoltà identiche per tutti i Comuni e le accuse alla Giunta Bianchi per l’eredità ricevuta, l’amministratore di “Italia in Comune” rileva che questi problemi sono aggravati da quelle carenze d’organico già citate dal sindaco Andrea Soddu. Cocco però approfondisce il discorso senza sottrarsi a un’autocritica fondata anche sulla constatazione che un effetto diretto della mancata approvazione del rendiconto di gestione è il blocco dei concorsi. «Se non sei in regola con le scadenze, non puoi assumere, dunque è il classico cane che si morde la coda», scrive il vicesindaco: «Certo, sicuramente avremmo dovuto fare sforzi maggiori per migliorare l’efficienza organizzativa con le risorse umane a disposizione. È inutile mettere la testa sotto la sabbia. Occorre essere onesti e ammettere che la responsabilità maggiore, da un punto di vista politico, è quella di non aver avuto la forza di premiare quei dipendenti capaci, competenti e innamorati della comunità verso cui prestano il loro servizio e di sanzionare, invece, quelli meno performanti, svogliati e che, in buona o in mala fede, rappresentavano i famigerati granelli di sabbia nell’ingranaggio, già peraltro compromesso. E magari avremmo dovuto ascoltare meno qualche dirigente, innamorato di se stesso, e di più proprio quei funzionari innamorati invece dell’ente e della città».

Come non collegare l’ultima considerazione alle bordate dei sardisti che hanno chiaramente accusato il sindaco Soddu e i suoi assessori di aver rinunciato al loro ruolo di indirizzo politico per subire le indicazioni di alcuni dirigenti? Questa però è l’unica concessione agli ex alleati. Per il resto Sebastian Cocco risponde colpo su colpo ai consiglieri del Psd’Az: «Tralascio – scrive tra l’altro il vicesindaco – la loro iniziativa politica – e a quanto pare giurisdizionale- per ridurre il finanziamento regionale di 31 milioni di euro in favore della città di Nuoro. Una battaglia davvero unica nel suo genere, questa sì, storica e che si commenta da sé: avete mai sentito, nella storia della politica, un gruppo politico arrabattarsi per togliere soldi la propria città? Mi concentro invece per un attimo sulla loro proposta – metapopulista – di destinare le indennità degli assessori al nuovo commissario che peraltro starà in carica appena 20 giorni. Forse i sardisti dimenticano che sono correi del ritardo di questi anni, con l’aggravante di avere espresso l’assessore al bilancio, Giuliano Sanna, nel 2018, cioè fino a dodici mesi fa. Bene, sapete quando è stato portato in giunta il previsionale “a trazione sardista” l’anno scorso “? Il 7 giugno.  Sapete quando arriva in consiglio? Il 29 giugno, quindi con sette mesi di ritardo. E allora, amici sardisti, di cosa parlate? Sapete bene che se il commissario non venne stato nominato in quella occasione, probabilmente fu dovuto al fatto che vi era diversa sensibilità da parte degli organi regionali. Ma questa è altra storia. E allora, per concludere – rilancia la palla nel campo avversario ancora Cocco io alla proposta-provocazione dei sardisti ci sto, sarò il primo a farlo ma una condizione: che siano loro per primi a dare il buon esempio e restituiscano al Comune tutte le indennità percepite per ogni mese di ritardo quando avevano la delega al bilancio».

Schiaffi anche per alcuni assessori della Giunta Bianchi (Tore Daga e Leonardo Moro citati per carica e non per nome) da cui il vicesindaco dice di non «accettare minimamente lezioni di probità amministrativa» ricordando con puntiglio  i loro ritardi nell’approvazione del bilancio di previsione: sei mesi nel 2011, otto mesi nel 2012, dieci mesi nel 2013, otto mesi nel 2014, nessuna approvazione nel 2015. Il bilancio consuntivo chiamato oggi rendiconto di gestione sempre la Giunta precedente (l’ex sindaco Alessandro Bianchi, da consigliere di opposizione ha sottoscritto un duro attacco con altri sette consiglieri di minoranza) è stato – sempre secondo la ricostruzione di Cocco confermali comunque all’albo pretorio – è stato approvato con cinque mesi di ritardo nel 2012, nei tempi previsti nel 2013, un mese di ritardo nel 2014 l’anno e nessuna approvazione nel 2015. «Nel giugno 2015, dunque – accusa ancora Sebastian Coccogli ex amministratori lasciano la carica avvelenando i pozzi della città con la mancata approvazione di entrambi i bilanci (previsionale e consuntivo). La ragione poi si è scoperta: applicando le nuove norme contabili, sarebbe emerso – e dunque si sarebbe dovuto gestire – l’enorme buco di bilancio che noi, grazie ai 31 milioni di euro – stiamo ripianando».

Con una lettura in controluce nelle parole del vicesindaco sembra trasparire anche una presa di distanza dal sindaco Andrea Soddu che dopo la nomina del commissario ad acta ha tentato di minimizzare la decisione della Regione parlando di un aiuto offerto alla Giunta per chiudere il rendiconto. Dopo una lettura politica del commissariamento senza però spiegare che un gruppo di Comuni inadempienti sono stati salvati perché i Consigli sono stati eletti un mese fa, il vicesindaco di Nuoro sostiene che «la Regione ha certificato la difficoltà di ben 68 Comuni (40 dei quali per ora sono stati “graziati” (che poi, la stragrande maggioranza di questi fortunati abbia lo stesso colore della Giunta Regionale è solo una coincidenza, immagino) a mettersi ancora in bolla con i nuovi adempimenti e, dunque, in un certo senso li “assiste”», ma senza rinunciare a una seconda lettura più difficile che sicuramente provocherà qualche mal di pancia anche nella finora silenziosa coalizione sostenitrice di Soddu: «Bisogna ammettere – scrive Sebastian Coccoche (il commissariamento, ndr) è una sanzione politica sulla quale, noi amministratori di maggioranza, siamo chiamati seriamente a riflettere e ad agire, subito. E lo dobbiamo fare per non vanificare il risultato straordinario – forse il principale della nostra azione politica – di avere portato nelle casse del Comune 31 milioni di euro per pagare tutti i debiti contratti da chi ci ha preceduto».

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn