L’insostenibile eternità dei commissari isolani

È il caso di dire che per noi umani ci sono cose manco immaginabili. La vicenda di UniNuoro ha risvolti tra il surreale ed il ridicolo, tra il dramma e la tragedia. Per snellire il percorso del passaggio da Consorzio a Fondazione era stato designato un commissario liquidatore in sostituzione di altro commissario straordinario (Nuoro è capitale mondiale di commissari pro tempore e di fatto longevi. Nulla qui c’è di più eterno del provvisorio) incaricato di gestire la situazione preesistente. Il nostro Governatore (termine improprio per indicare il Presidente della Giunta Regionale) designa a tale scopo il prof. Ludovico Marinò, prorettore dell’ateneo di Sassari e persona degnissima. Lui non rilascia neanche mezza riga di intervista forse perché si rende conto di essere entrato in un meccanismo più grande di lui. Poteva dirlo da subito. I tempi stringono, per innumerevoli motivi, ma la designazione non diventa nomina ufficiale perché il prescelto è incompatibile con il nuovo incarico. E ci voleva tanto tempo per capirlo? Con che criteri si individuano i commissari liquidatori sostituenti i commissari straordinari?
L’arrivo di su commissariu, un tempo, nei paesi lo si temeva come la morte che non guarda in faccia nessuno ma magari ritaglia sulle spalle degli altri qualcosa per sé.
Dunque bisogna riiniziare procedura e trafila. Con l’effetto collaterale che la sede e le strutture universitarie nuoresi (aule, laboratori, biblioteca, uffici di segreteria ecc.) sono chiusi. Una sorta di non luogo dove, se tutto va bene, occorrerà attendere sei mesi perché la nave arrivi in porto. E tutti sappiamo, per avvenuta esperienza nuorese ed isolana, che i tempi saranno molto, molto, più lunghi. Il pro tempore diventa proroga infinita e lo straordinario significa ordinaria amministrazione.
Nell’anno accademico scorso, da quanto ci risulta dalle testimonianze degli studenti, in alcuni dei corsi universitari nuoresi non c’è stato nessun laureato.
Lo possiamo capire causa pandemia. Ma ora il Covid non c’entra un bel nulla. Ora c’è il rischio concreto che i laureandi non possano arrivare alla loro meta nei tempi previsti perché non possono fare esercitazioni, consultare testi e lavorare e collaborare insieme. I tirocini continueranno, perché non dipendono dal Consorzio, ma fino a quando? Nel frattempo le famiglie, specie quelle dei fuori sede, hanno speso soldi e speranze. In ogni caso è evidente che siamo dinanzi all’interruzione di un pubblico servizio. Essa non è dovuta a cause esterne o imprevedibili (come si trattasse della rottura di un tubo e conseguente blocco della distribuzione idrica). No: era prevista, annunciata e comunicata. Questo è un reato che occorre perseguire. Non si può dire, da un lato, che UniNuoro è strategica per il futuro delle zone interne e, dall’altro, considerare come una quisquilia il blocco dei suoi servizi. Un elementare senso della giustizia richiederebbe l’intervento della Procura.

N.B. In Italia c’è un commissario per tutto. Quelli straordinari sono 300, a cui se ne aggiungono altri 10mila locali, esclusi quelli comunali. Costo annuo per lo Stato: un miliardo di euro. In Sardegna se mettiamo in fila tutti i commissari copriamo agevolmente la tratta Nuoro-Macomer.

© riproduzione riservata