Coldiretti Sardegna, Cualbu confermato presidente

Battista Cualbu, 52 anni, allevatore originario di Fonni con azienda nella Nurra  è stato confermato per i prossimi cinque anni presidente regionale della Coldiretti. L’elezione del nuovo consiglio regionale avvenuta stamattina a Cagliari, chiude la campagna congressuale dell’organizzazione agricola sfociata nel rinnovo delle cariche di 297 sezioni comunali, dei presidenti e consigli provinciali e dei movimenti Pensionati, Giovani e Donne. Il nuovo consiglio regionale di Coldiretti Sardegna risulta composto da Paolo Floris ed Efisio Perra, Sandro Murgia, Alessandro Mancini, Vanni Tamponi, Vincenzo Cannas e Andrea Mula, Giancarlo Capraro e Giovanni Ferrari; il Collegio dei Revisori dei Conti (Vittorio Cadau, Massimo Impera e Efisio Sarai); il Comitato dei Probiviri  (Michele Caboni, Mauro Mereu e Giovanni Chessa) e dai componenti di diritto Giovanni Girasole, (presidente pensionati); Angelo Cabigliera (delegato Giovani Impresa); Elisabetta Secci (responsabile Donne Impresa) e dai presidenti provinciali Giorgio Demurtas (Cagliari), Giovanni Murru (Oristano), Leonardo Salis (Nuoro Ogliastra), Battista Cualbu (Nord Sardegna, nata nella primavera scorsa dalla fusione tra Sassari e la Gallura). Coldiretti Sardegnrappresenta circa 24 mila soci, e conta 240 dipendenti, è presente in tutto il territorio regionale: oltre alla Federazione regionale, ci sono quattro Federazioni provinciali e 38 uffici periferici.

Da sinistra, Giorgio Demurtas, Leonardo Salis, Battista Cualbu, Luca Saba e Giovanni Murru

Altermine dell’assemblea regionale stamattina Battista Cualbu e il direttore Luca Saba hanno presentato il nuovo gruppo dirigente e fatto il punto sulle principali vertenze che vedono impegnata l’organizzazione.

SICCITÀ. È il nodo che merita una corsia preferenziale per garantire liquidità agli agricoltori che arrivano da due annate devastanti a causa di condizioni metereologiche straordinarie che hanno dimezzato le produzioni e aumentato i costi di gestione aziendali. Coldiretti Sardegna rinnova l’appello alla Regione affinché siano liquidati con urgenza i 45 milioni di euro stanziati per la siccità del 2017. Una annata che passerà alla storia per le scarsissime precipitazioni che hanno lasciato a secco l’agricoltura sarda.Situazione aggravata dalle troppe precipitazioni di quest’anno, con i mesi di maggio e agosto tra i più piovosi di sempre.

LATTE. Ormai si gioca tutti a carte scoperte dopo la pubblicazione da parte di Agris dei dati produttivi relativi alle annate 2015 – 2016 e 2016 – 2017 che hanno sollevato il velo di mistero che copriva la verità sul settore. La causa delle crisi degli anni scorsi, come più volte sottolineato da Coldiretti Sardegna, non deriva dalla sovrapproduzione di latte ma da effetti speculativi che facevano forza proprio sulla opacità dei dati. Coldiretti Sardegna, unitamente alla strutturazione della raccolta dei dati, chiede una programmazione produttiva dei formaggi, in primis del Pecorino romano. La programmazione di alcuni Consorzi di tutela, pur apprezzabile non ha portato i risultati sperati. E’ necessario estenderla all’intero sistema produttivo e farla seguire pedissequamente da tutti i caseifici, dando vita ad una rete di impresa in cui si programmi non solo la produzione ma anche la vendita, dando più forza contrattuale e più stabilità al mercato a favore di tutta la filiera. In questo modo si riesce anche a contrastare gli speculatori esterni e la diffusione di  false informazioni che altrimenti guideranno ancora una volta verso il basso il prezzo del pecorino. A questo proposito Cualbu e Saba hanno rilanciato la proposta del Consorzio di secondo livello tra leccoperative che producono il Romano per aggregare l’offerta (60% della produzione) e assicurare un management qualificato in grado di governare il mercato.

PAGAMENTI. Nonostante gli sforzi messi in atto dalla Regione, ci sono ancora molte, troppe aziende che non ricevono da più anni i premi comunitari, in particolare, i casi cronici riguardano la difesa del suolo, l’integrato, il refresh. Per una impresa è improponibile programmare in assenza di certezza sulle entrate.

ALTRI SETTORI. Coldiretti intende avviare al proprio interno dei focus permanente sui cambiamenti climatici che stanno impattando e stravolgendo le colture e di conseguenza il mercato dell’agroalimentare, per approfondire e conoscere a fondo il quadro locale e internazionale e programmare l’agricoltura sarda per i prossimi 15 anni. Si intendono strutturare dei Piani settoriali regionali, sull’esempio di esperienze virtuose sperimentate e poste in atto in altre regioni e nazioni da proporre poi alle istituzioni. Partendo da questi esempi, con i Piani settoriali, si intende sperimentare un programma originale calato sulle potenzialità e specificità del nostro territorio e clima. Una programmazione che guarda contemporaneamente al territorio e al saper fare, ma anche al mercato con uno sguardo al futuro e ai cambiamenti che deriveranno dal nuovo clima. Con una agricoltura cosi strutturata sarebbe più semplice fare delle scelte economiche strategiche e oculate indirizzando in questa direzione i finanziamenti comunitari.