Chi ama ricorda

Oggi possiamo e dobbiamo lasciar posto alla meraviglia, allo stupore per il grande dono che Gesù ci ha lasciato: l’Eucaristia, memoriale delsuo troppo grande amore per noi. Lui ha dato la sua vita per noi e nell’Eucaristia, ogni volta che la celebriamo, si rende presente tutta la forza della salvezza operata da Cristo Gesù una volta per sempre. Ha affidato alla Chiesa questo memoriale della sua morte e risurrezione, rendendo attuale, nell’oggi, la sua efficacia.
Nella liturgia di oggi c’è una parola che ricorre e che percorre tutte le letture e fa da filo conduttore: pane. Il pane, dono di Dio, è una sorgente di forza per l’uomo, un mezzo di sussistenza così essenziale che, mancare di pane, è mancare di tutto. È il nutrimento più immediato per ciascuno di noi, l’alimento che non svilisce il nostro gusto e che, fin da bambini, abbiamo imparato a non buttare via.
Nel Deuteronomio, oggi ascoltiamo come il popolo di Israele ha sperimentato la precarietà, la condizione di povertà come mancanza di cibo che provoca insicurezza e paura di morire. Dio si prende cura di ogni fame dell’uomo e interviene con il dono della manna che non dipende dalla coltivazione dei campi né dallo scambio commerciale, ma esclusivamente dalla benevolenza di Dio. È infatti la sua parola efficace che garantisce la vita di ogni essere umano, non solo con il pane, ma anche con la sua presenza. Come non stupirci davanti alle grandi opere di Dio: un’alba con una varietà di colori, un tramonto di fuoco, il mare, un fiore, una foresta? Ma lo stupore più grande è che Gesù, il Figlio di Dio, si è fatto uomo e, per amore, ha dato la sua vita per me, per te, per tutti. Ancora più stupefacente è che ogni giorno, in ogni parte del mondo, viene ri-cordato, reso presente questo mistero dell’amore di Dio che è l’Eucaristia. Non possiamo dimenticare, far “salire al cuore” quello che il Signore ha fatto per noi. Chi ama ricorda, chi ama non dimentica i benefici che ha ricevuto dalla persona amata. Come non rendere grazie perché niente ci è dovuto, soprattutto l’amore, ma tutto ci è stato dato gratuitamente, per pura benevolenza? Tutta la Scrittura si realizza in pieno in Gesù,
pane vivo disceso dal cielo che viene dato a noi perché ne mangiamo e ci nutriamo di esso. Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo, noi abbiamo vita dal mangiare la carne di Gesù. Chi mangia la carne di Gesù è unito a Lui, assimilato a Lui, e questo ci fa familiari di Dio, si crea una relazione con Lui e ci fa vivere per Lui. Proprio come Gesù vive per il Padre donando la sua vita, così l’Eucaristia è la possibilità, per noi, di vivere per qualcuno, è l’opportunità di vivere i sentimenti di Gesù. L’Eucaristia è l’alimento che fa vivere per sempre. Abbiamo già il pane che ogni giorno ristora il nostro corpo, ma ci lascia nella vita peritura. Il Padre ci ha donato invece un altro pane: Gesù. Se noi mangiamo questo pane, in noi circola la sua vita, ci trasforma in Lui, ci dà la forza di divenire anche noi pane per gli altri “spezzando” noi stessi per “dar da mangiare” ai fratelli. L’Eucaristia che oggi celebriamo sia un vero rendimento di grazie per l’opera meravigliosa che Dio ha compiuto in Gesù che si è donato e continua a donarsi per noi. Possa ogni Eucaristia essere una consegna totale e personale al Signore, così come egli si è consegnato e si consegna a ciascuno per amore. E oggi ci farà bene sostare, pieni di stupore, in adorazione di Gesù nel sacramento.

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