Centro trasfusionale, la denuncia di Thalassa Azione

A seguito dell’incontro con i rappresentanti istituzionali, risultano gravi le problematiche relative al servizio trasfusionale del San Francesco di Nuoro. A comunicarlo è il comitato Thalassa Azione Centrale Onlus a seguito della riunione programmatica del direttivo con all’ordine del giorno il riepilogo delle attività dell’anno trascorso e le valutazioni operative del 2020. All’incontro erano invitati a partecipare anche gli eletti della provincia di Nuoro nelle varie istituzioni con l’obiettivo di avviare un confronto in merito alle tematiche urgenti. Con le stesse motivazioni era invitato a partecipare anche il responsabile del servizio trasfusionale affinché i partecipanti potessero analizzare la situazione dal punto di vista tecnico. Era presente solo la presidente della Conferenza socio sanitaria provinciale, che raggruppa i 52 sindaci della provincia, Silvia Cadeddu (sindaco di Birori) e il primario Pierpaolo Bitti. «La nostra associazione – affermano dal coordinamento di Thalassazione in una nota – oltre a stigmatizzare un atteggiamento di palese disinteresse, ritiene di dover far conoscere la sensibilità dimostrata dai suoi rappresentanti istituzionali manifestando però il senso di sgomento e smarrimento di fronte a un vero e proprio muro di gomma riguardo le possibili, finora mancate, soluzioni del problema denunciato ormai da tempo. Se la frustrante sensazione di “abbaiare alla luna” sembra in certi momenti avere il sopravvento si intende ribadire che la nostra azione non si ferma. Se qualcuno ritiene che prima o poi ci si accontenti e ci si taccia, sappia che anni di lotta contro i nemici della nostra salute e del nostro benessere personale non ci hanno fiaccato ma anzi fortificato. Se si pensa che la nostra voce sia di qualcuno “che grida nel deserto” e sia per le rivendicazioni di pochi si sappia che queste sono le rivendicazioni di un territorio e faremo di tutto perché questa popolazione ne prenda consapevolezza. Ringraziando chi ci ha ascoltato – proseguono i membri del sodalizio – e sicuri che farà risuonare nelle sedi opportune il nostro grido d’allarme, condividiamo l’amarezza di assistere ad un crescente disarmo della sanità nuorese a causa di un atteggiamento spesso colposo di autorità e istituzioni più attente alle inquadrature televisive che alla drammatica realtà che si vive nel silenzio quotidiano».

Dopo la cronaca di una assemblea pressoché deserta che ha lasciato evidentemente l’amaro in bocca, arriva un vero e proprio grido d’allarme: «Chiediamo ai nostri rappresentanti – commentano -: vi rendete davvero conto quanto le problematiche inerenti la mancanza del personale medico stiano minando la sicurezza personale, la serena e regolare pratica di terapia medica e la tutela della salute di ciascuno? Vi siete chiesti come si possa affrontare, con tutta la buona volontà e capacità professionale dei singoli, con due medici su nove una prassi sanitaria che coinvolge non solo i pazienti del reparto ma tutti gli utenti dell’ospedale nuorese e del territorio che esso serve, in considerazione della particolarità del servizio svolto? Quale tragedia dobbiamo aspettare per sentirvi tutti indignati perché “non è stato fatto quello che si doveva fare da anni” e perché “chi sbaglia non paga mai” e ancora “perché le assunzioni di medici sono state negligentemente se non colposamente rimandate all’infinito”? Aspettiamo – concludono – di vedere da parte vostra segnali concreti in tempi rapidi, per quanto possiamo siamo pronti ad attuare ogni forma di protesta e pubblica sensibilizzazione perché venga garantita la salute, e non solo la sopravvivenza, di tutti».

© riproduzione riservata

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn