Celiachia: «Spesa con la tessera sanitaria»

È a favore dei celiaci la prima proposta di legge del M5S in Sardegna. Questa mattina la capogruppo, Desirè Manca, ha deposito il documento che ha come obiettivo principale la razionalizzazione dell’erogazione dei buoni acquisto per chi soffre di celiachia. Come? Se la legge dovesse essere approvata, gli assistiti dal sistema sanitario nazionale potranno utilizzare la tessera sanitaria per la loro spesa, al posto dei buoni acquisto cartacei, che fungerebbe da “carta di credito” in cui verrebbe caricato un budget mensile. In questo modo gli alimenti per celiaci potranno essere comprati anche nei supermercati, e non per forza nelle farmacie o nei negozi specializzati convenzionati, in cui i prezzi sono più alti rispetto a quelli proposti dalla grande distribuzione. La proposta di legge prevede una spesa di un milione di euro per il 2019 e di 250 mila per ciascuno degli anni successivi, «spese alle quali si potrebbe far fronte – spiega Mancacon le risorse europee disponibili». La Sardegna, ricorda la consigliera, è la regione italiana con la percentuale di celiachia più alta rispetto alla sua popolazione, «lo 0,44%. Nel 2017 nell’isola sono stati stimati 7.290 celiaci, di cui 1.834 maschi e 5.456 femmine. Bambini, adulti, anziani, per i quali l’unica cura attualmente disponibile è l’esclusione dalla propria dieta di tutti gli alimenti contenenti glutine, o la sostituzione con prodotti alimentari appositamente formulati per celiaci, dai costi non proprio popolari» .

 Dal 2017, ricorda Manca, con la revisione dei Lea (Livelli essenziali di assistenza), «la celiachia e la sua variante clinica, la dermatite erpetiforme, sono state inserite nell’elenco delle malattie croniche invalidanti, per le quali è previsto il regime di esenzione, sia per tutte le prestazioni sanitarie, sia per l’acquisto degli alimenti senza glutine. Anche in Sardegna è stata riconosciuta questa possibilità. Tuttavia, il sistema regionale sardo di erogazione dei buoni per i celiaci risulta di gran lunga superato, soprattutto se paragonato a modelli tecnologicamente all’avanguardia adottati da altre Regioni, in particolare la Lombardia» . Attualmente, sottolinea Manca, in Sardegna «il buono spesa è ancora cartaceo e non frazionabile, quindi deve essere utilizzato in un unico punto vendita e in un’unica soluzione. Grazie alla dematerializzazione del buono e alla gestione informatizzata dell’intero processo si consentirebbe a Regione e Ats un più efficiente monitoraggio dell’andamento del costo dei prodotti senza glutine e una migliore tracciabilità delle operazioni connesse all’utilizzo dei buoni» . (Api/ Dire) 17:18 27-06-19 NNNN