Cavallette, risarcimenti senza prevenzione

Dopo la segnalazione della Coldiretti, i Comuni di Orani, Ottana e Bolotana si accingono a chiedere alla Regione la proclamazione dello stato di calamità naturale causata dall’invasione di cavallette che ha interessato finora una quindicina di aziende, con oltre duemila ettari di campagne devastate  dal vorace insetto. Un fenomeno difficile da contrastare: impensabile oggi ricorrere ai rudimentali lanciafiamme o alla crusca avvelenate, sistemi usati anche in Sardegna nel 1946-1948, come documentò il regista Fiorenzo Serra in una serie di immagini finite in un documentario dell’Istituto Luce.

 

«Le cavallette ci mancavano – evidenzia il presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra Leonardo Salis -, oltre a tutte le calamità naturali adesso diverse aziende si ritrovano a dover fare i conti anche con questo insetto. Sono milioni e milioni e stanno arrecando non pochi danni. Su tutti lasciando gli animali senza pascolo e in alcuni casi stanno compromettendo il raccolto del foraggio e danneggiando la corteccia delle piante. Ci siamo rivolti alle istituzioni a tutti i livelli, comune, provincia e regione, per affrontare il problema, anche se sappiamo che per la stagione in corso siamo in ritardo».

In questo momento, infatti, gli insetti nella maggioranza sono adulti e trattarli avrebbe poca efficacia. «Stiamo chiedendo infatti interventi preventivi – spiega il direttore di Coldiretti Nuoro Ogliastra Alessandro Serra –. Si potrebbero arare i terreni, soprattutto quelli incolti che rappresentano il luogo ideale per proliferare e questo la dice lunga sull’importanza del presidio dei territori svolto dalle imprese agricole. Oggi quei terreni sono poco frequentati e soprattutto poco coltivati a causa della crisi e dall’assenza di una vera politica agricola».

Il sistema più efficace di prevenzione è ancora l’aratura del terreno per scoperchiare le cosiddette “grillare” dove le cavallette depongono le uova. Ogni intervento attualmente appare difficile perché l’altro sistema – che sarebbe dovuto scattare a metà maggio – è quello di individuare le grillare appena le nuove sono schiuse e gli insetti appena nati risultano concentrati e poco mobili tanto da essere attaccati, anche con prodotti selettivi biocompatibili, con relativa facilità. Le uova schiudono da fine maggio a fine luglio ed i neonati diventano adulti in circa 40 giorni; gli adulti rimangono visibili fino ad ottobreIn piccole unità aziendali è risultato efficace anche l’impiego delle faraone, volatili particolarmente ghiotti di cavallette, come in altre regioni si sta sperimentando con successo un contrasto specifico con i funghi entomopatogeni in grado di vivere a spese dell’insetto fino a portarlo a morte. Interventi coordinatisecoqdo un piano preciso basato soprattutto sul monitoraggio del fenomeno e l’informazione della popolazione. Quello che è mancato e manca in Sardegna.

 

 

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn