Cari giovani di Orgosolo

Caterina Muntoni, sorella di don Graziano, il sacerdote ucciso alla vigilia di Natale del 1998, ha risposto qualche giorno fa nella sua pagina Facebook alla lettera dei giovani di Orgosolo scritta qualche tempo fa che continua a girare sul web e da noi ripresa (https://www.ortobene.net/ascoltare-giovani-della-vera-orgosolo/) per rilanciare un dibattito sempre attuale. Ecco il testo della lettera.

Cari giovani di Orgosolo,
qualche giorno fa ho letto la vostra lettera e vi confesso che mi sono sentita profondamente ferita, ma ho voluto, di proposito, lasciar passare qualche giorno perchè non volevo, sull’onda dell’emozione, dire delle cose che potevano risultare sgradevoli per voi e questo non è assolutamente nelle mie intenzioni.
Ho poi riletto la lettera e mi trovo d’accordo su diversi punti, specialmente sul ruolo che spesso assumono i mass media nei confronti del vostro paese e sui fatti negativi che succedono da voi come in tanti altri paesi della nostra Barbagia.
Quello che non condivido è l’atteggiamento di difesa ad oltranza che viene fuori tutte le volte che succede qualcosa di spiacevole, che toglie valore a quella sana autocritica che voi tentate di fare e che avete fatto anche in questa occasione. La sensazione che date, in diverse occasioni, è che vi mettete sempre sulla difensiva e cercate di minimizzare le cose negative che succedono attorno a voi.
Cosa volete che sia rovesciare un cassonetto, fermare un pullman, buttare giù un lampione, scoppiare qualche petardo prima di Natale? Certo è cosa di poco conto.
il fatto è, cari giovani, che qualcuno ha omesso di dirvi che a Natale non sono stati scoppiati solo petardi, ma pallottole vere che hanno ucciso un prete che ha avuto “l’unica colpa” di aver amato profondamente il vostro paese e di aver dedicato tutti gli anni del suo ministero alla vostra comunità, in particolare ai ragazzi e ai giovani come voi.
Ho letto il lungo elenco dei vostri nomi e penso che siate tutti molto giovani e quindi non avete memoria di questo fatto e di tanti altri fatti simili, ma gli adulti forse avevano il dovere di informarvi, perchè non stiamo parlando “dell’età delle chiudende”, ma di appena diciotto anni fa che, per noi, sono come il giorno di ieri che è passato.
Voi potete dirmi che non c’entrate niente perchè all’epoca dei fatti eravate appena bambini e che le responsabilità sono individuali, ma vi sono anche responsabilità collettive dalle quali nessuno di noi si può sottrarre.
Come facciamo a difendere ad oltranza le nostre comunità se all’interno di essa vivono persone che si sono macchiate del più grave crimine che è quello di uccidere? Perchè non abbiamo il coraggio di condannare apertamente e di fare noi autocritica ancor prima che la facciano i media, magari in modo sbagliato?
Certo che dovete voler bene al vostro paese dove ci sono le vostre radici, ma questo non deve impedirvi di riconoscerne i lati negativi assieme alle tante positività; vale per Orgosolo, per il mio paese e per tutti gli altri paesi della nostra terra di Barbagia e non solo.
Voi giovani, ne sono certa, siete una grande forza di cambiamento e avete le capacità e le risorse per migliorare la vostra comunità, ma non limitatevi alle parole, traducete tutto questo in fatti concreti, primo fra tutti il coraggio di condannare sempre e comunque, senza giustificazione alcuna, la violenza da qualunque parte provenga.
Vi auguro ogni bene, lo stesso bene che don Graziano desiderava per ognuno di voi e per la vostra comunità; per questo lui si è speso fino a donare la propria vita, non rendete vano il suo sacrificio.
Buona Pasqua a tutti!
Caterina Muntoni