Capitale della cultura: «Il sogno continua»

«Abbiamo fatto un’esperienza bellissima e questo risultato ci rafforzerà perché chi vince non è chi viene nominato, ma chi si rialza dopo la caduta e si fa più forte e affronta il futuro con maggior vigore. Lanceremo un’alleanza con Parma e le altre città finaliste e costruiremo una rete basata sulla cultura. Vogliamo continuare a sognare e costruire un futuro diverso per la nostra società. Oggi siamo comunque contenti per questa bella esperienza e per il grande lavoro fatto, che ci ha portato prima di tutto a guardarci allo specchio e iniziare a credere in noi stessi, nella forza della nostra storia, della nostra cultura, delle nostre tradizioni. Grazie a chi ci ha aiutato a costruire questo percorso, che ora continueremo perché abbiamo voglia di farci conoscere dal resto del mondo, aprirci. Vogliamo connetterci con il resto del Paese». Il sindaco di Nuoro Andrea Soddu affida a una nota dell’ufficio stampa del Comune la prima reazione dopo la proclamazione di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020. «Per Nuoro – si legge nel comunicato -non finisce però il sogno di essere una capitale della cultura e lavorare ai progetti inseriti nel dossier di candidatura Nuoro2020, che sin dall’inizio l’amministrazione ha assicurato essere parte di un piano strategico che vuole mettere la cultura, l’ambiente e il benessere fisico al centro dei processi di cambiamento della città. Il titolo assegnato dal ministro dei beni culturali Dario Franceschini lascia l’amaro in bocca ma anche la consapevolezza di aver fatto tutto il possibile per portare alla Sardegna la visibilità che merita e di voler continuare un percorso culturale virtuoso». Amaro in bocca comunque addolcito da un’indiscrezione rilanciata da Roma in città: fino all’ultimo Nuoro sarebbe stata in corsa, tanto da rientrare, indie a Parma e Casale Monferrato, nella terza finale su cui si è concentrata la commissione presieduta da Stefano Baia Curioni. Anche per questo l’amministrazione cittadina, «confermando quella caratteristica tutta isolana della testardaggine, della resilienza, assicura di voler mettere di nuovo al centro dei processi culturali e sociali del Paese il capoluogo della Barbagia». In Comune, infatti, ricordano la lunga maratona che ha visto aderire al progetto “Capitale italiana della cultura” ben 46 città italiane, Nuoro è riuscita a passare la prima selezione tra le prime 31 e a essere poi tra le dieci finaliste: «Un risultato che ci rende comunque orgogliosi e che dimostra che il nostro patrimonio culturale è considerato un valore per tutto il Paese», dice il sindaco Soddu, «ma soprattutto che la nostra voglia di aprirci al mondo e cambiare può attivare una serie di azioni e collaborazioni virtuose che ci rendono ancora più forti e uniti».
Dopo la proclamazione Andrea Soddu,  l’assessore alla Cultura Sebastian Cocco e il presidente del Consiglio Fabrizio Beccu – volati oggi a Roma per assistere alla cerimonia – si sono stretti in un lungo abbraccio «che ha simbolicamente compreso tutta la Sardegna». Non a caso la nota riporta la «grande emozione» anche del presidente della Regione che il 5 febbraio aveva presentato il progetto di Nuoro2020 davanti alla commissione del Mibact insieme al resto della delegazione sarda: «Al di là della scelta della Commission – dice Francesco Pigliaru – la corsa che ha portato Nuoro sino all’ultima tappa di questo percorso ci rende comunque orgogliosi ed è un segnale importante non solo per la città ma per l’intera regione. Siamo profondamente convinti che Nuoro, al di là di ogni possibile titolo, sia la capitale di una cultura straordinaria che ha solo bisogno di essere più conosciuta nel mondo. E siamo altrettanto convinti che questa cultura, così ricca e fortemente identitaria, possa davvero fare la differenza, diventando fattore di stimolo e di crescita certamente per le zone interne, nel cui potenziale abbiamo sempre creduto e sul quale investiamo energie e risorse, ma anche per tutta la Sardegna. Il nostro impegno – conclude Pigliaru – resterà intatto nel sostenere questo progetto che ha dimostrato il suo valore e che merita il lavoro di tutti per la sua realizzazione». “Nuoro 2020 ”è un progetto partecipato – fanno sapere sempre dal Comune – nato grazie all’attivazione di tante energie creative che fanno della città e del territorio una “officina delle diversità”, un laboratorio di narrazione che riesce a parlare al mondo. È in questo laboratorio che artigiani, musicisti, illustratori, scrittori, attori, designer, imprenditori, cittadine e cittadini con entusiasmo e idee si sono confrontati per produrre qualcosa che non dovrà andare perduto. «La sfida ideale di Nuoro 2020 rimane – dice Sebastian Cocco, ed è quella di riscrivere una geografia culturale nuova che veda le istituzioni aprirsi ai territori e gli spazi privati, le case, i cortili, le scuole diventare sede di progettualità culturale». L’assessore comunale alla Cultura critica la decisione del ministero: «Una scelta poco coraggiosa perché è stata premiata una città, Parma, che dista un’ora di macchina da Pistoia e Mantova. Non è stato premiato chi puntava sul cambiamento ma chi aveva già tutto». Il vicesindaco lancia una proposta già sostenuta ufficialmente in mattinata da La Base, il movimenti in cui milita: «Istituire il concorso di capitale sarda della cultura mettendo in campo lo stesso budget del ministero per non disperdere tutte le energie che si sono sviluppate».  Oggi -sottolinea sempre Cocco – Nuoro è un laboratorio di immaginazione e scrittura che continua ad andare avanti avendo come sfida principale quella di uscire dalla marginalità e aprirsi al mondo con il proprio bagaglio di riti e tradizione, attraverso progetti di forte internazionalizzazione e una cultura immateriale che viene raccontata e rivista in chiave contemporanea. «I progetti artistici che abbiamo studiato per il 2020 dovranno essere comunque realizzati», assicura ancora l’assessore Cocco, «e sono il frutto di una felice tensione tra tradizione e sperimentazione, in un territorio che ha una vocazione naturale alla scrittura e riscrittura continua dei propri spazi e ora è pronto ad aprirsi al mondo».Secondo il presidente del Consiglio comunale Fabrizio Beccu, «comunque Nuoro esce a testa alta:  «Abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare. Maggioranza e opposizione hanno sostenuto questa candidatura e questa unità di intenti è già un risultato che dimostra come stando tutti insieme si può davvero ripensare nuovi modelli di crescita e sviluppo». In Municipio, comunque, si guarda avanti: «La nostra comunità parteciperà allo sviluppo del territorio e alla realizzazione dei progetti che abbiamo pensato per Nuoro e inserito nel dossier Nuoro 2020, come per esempio il piano periferie e il piano di rilancio del nuorese”, conclude Andrea Soddu, «e lo farà grazie alla sua innata capacità di tenere insieme memoria e immaginazione, storia e futuro, tradizioni secolari e nuove audaci scritture».

 

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