Caos rifiuti, proteste e proposte dei cittadini

L’intervento pubblicato nell’ultimo numero del settimanale.
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Raccolta differenziata, cittadini disinformati

di Franca Concu

Per affrontare anche a Nuoro città la sfida di una diversa gestione dei rifiuti superando l’obiettivo del 65 per cento di raccolta differenziata secondo ciò che è stabilito dalla normativa europea, la soluzione si chiama informazione e formazione; prevenzione per la riduzione di rifiuti (riciclo, riuso) e feed- back, cioè analisi dei risultati.
Le istituzioni dovrebbero dare informazioni che possano essere recepite simultaneamente e correttamente da tutti gli utenti, partendo prima di tutto da un’analisi del territorio e quindi considerare che i cittadini ai quali si rivolgono sono mediamente anziani, magari disabili, magari soli perché i figli sono fuori. Quindi dovrebbero chiedersi: quanti cittadini oggi hanno la possibilità di informarsi attraverso un quotidiano oppure sul sito web del Comune?; quanti hanno ricevuto il nuovo calendario e quanti cittadini sono in grado di recepirlo e memorizzarlo, strutturato e scritto in quel modo? Nel mio condominio di 12 famiglie, per esempio, è arrivato un solo calendario: è in bacheca e nessuno lo legge per via della microscrittura.
Se si richiede la partecipazione attiva e responsabile, bisogna informare in modo capillare e comprensibile facendo veramente arrivare al domicilio le informazioni corrette ed esaustive. Gli anziani di solito non vanno “in edicola” per ottenere informazioni sui rifiuti, basterebbe portare le informazioni a casa loro. Formare le persone significa che oggi, per esempio, gli assessorati comunali dovrebbero interfacciarsi tra di loro perché in questo caso il tema dei rifiuti non può essere considerato di sola competenza dell’assessorato all’Ambiente ma coinvolge anche istruzione e cultura perché i bambini se li formiamo e sensibilizziamo sufficientemente saranno degli adulti informati domani. Coinvolge anche l’assessorato ai Servizi sociali perché ormai in tutti i convegni sulle malattie neurodegenerative e sulle malattie degenerative si dice che una delle cause dell’insorgenza spesso è anche ambientale: prevenire è meglio che curare e potremo avere un gran risparmio di vite umane ed economico.
Le istituzioni prima di adottare una decisione perché non consultano la cittadinanza? Il gruppo è vincente perché la sua intelligenza è superiore alla somma di quelle individuali, ogni singolo ha uno spicchio di abilità, il gruppo ha due caratteristiche: si difende meglio dell’individuo e sa molto di più.
Prevenzione vuol dire riduzione di rifiuti, riciclo, riuso. È un dovere delle istituzioni informare e formare il cittadino a un comportamento responsabile e sensibile al rispetto dell’ambiente di cui lui è uno degli attori principali. Bisogna iistruire sul riciclo e riuso prima ancora che sulla differenziazione, sollecitare al consumo consapevole di merci sfuse, all’utilizzo di prodotti con meno packaging (cioè poco confezionati) e poi adottare un sistema di premialità per “il singolo cittadino” che differenzia di più e bene e un sistema di punibilità per il “singolo cittadino” che inquina e non differenzia. Oggi, invece, il virtuoso è trattato alla stessa stregua del cittadino non virtuoso.
Chiediamoci perché dopo tanti anni di raccolta differenziata il feed- back, cioè l’analisi finale, della nostra città è negativo? Ascoltando tanti cittadini si può affermare che fare la differenziata è vissuto come un problema e non come un importante impegno civico. È un problema e un onere economico gestire i mastelli condominiali (al mio condominio la sola pulizia costa 30 euro al mese, ciò significa che in un anno 12 famiglie affrontano una spese di 360 euro). È un problema ottenere le buste idonee, ci si reca in Comune anche 3 o 4 volte se va bene altrimenti l’alternativa è scendere a Prato e non tutti possono farlo. Cosa costa ottimizzare le risorse umane e allestire un punto informazione nell’ingresso del Municipio con orari e giorni ben definiti, scritti e consultabili da tutti, dotato di buste conformi e numericamente sufficienti? Possiamo avere un punto di riferimento in città, efficiente, accessibile e fruibile da tutti?
Inoltre molti cittadini sono convinti che mentre si sforzano di differenziare correttamente, il tutto viene poi conferito in modo indifferenziato e smaltito negli inceneritori. Credo che sia un dovere delle istituzioni e un diritto degli amministrati conoscere effettivamente come questo servizio viene svolto. Conoscere, essere informati e consapevoli di tutto il processo a cui si partecipa, vedere i risultati del proprio impegno, risultati tangibili sia economici che ambientali farà si che un cittadino si senta coinvolto, protagonista e responsabile del cambiamento. Non si può ottenere il coinvolgimento unanime di una collettività con un atteggiamento punitivo che mette in evidenza solo e sempre percentuali ed entità di multe piuttosto che i risultati positivi e l’entità delle premialità.
Mettere il cittadino nelle condizioni di partecipare attivamente e responsabilmente significa renderlo custode di questa meravigliosa terra e allora con “Nuoro nel cuore… potremo fare la differenza”.

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