Canti e incanti nelle Cortes apertas

Ultima tappa a Orune (e Ovodda) di “Autunno in Barbagia”, la rassegna itinerante dell’Aspen-Camera di Commercio iniziata il primo settembre a Bitti che chiude dopo aver toccato 34 paesi: una cinquantina di Cortes allestite nelle case e negli angoli più suggestivi del centro storico aspettano i visitatori  sabato 16 e domenica 17 dicembre. Il circuito degli stand sulle produzioni locali, enogastronomia, cultura e tradizioni del paese, si interseca con quello dei presepi (sos billoreddos), creando un suggestivo clima natalizio partendo dalla parrocchia di Santa Maria Maggiore (dove non si può perdere l’occasione per ammirare gli affreschi di quella che viene definita la Cappella Sistina della Barbagio per i suoi affreschi restituiti al loro splendore da un recente restauro) per le rappresentazioni sacre di Padules (via Deffenu, angolo via Asproni); s’abbadorju de Curren Palu (corso Repubblica); piazza Monte Santu; Casa Murgia (via Meloni); Cadone (via Ennio Delogu); Santu Bernardu (piazza San Bernardo) e su Lavadorju (corso Repubblica).

In questo clima si colloca perfettamente anche un altro piatto forte di “Autunno in Barbagia” battezzata Orune, bidda de ispantos, cantos e galanias. Si tratta di tre mostre in una (“Un cammino di fede e bellezza“) allestite a Casa Murgia e dedicate agli ex voto che saranno inaugurate sabato alle ore 16: Su Donu  (i monili della sposa barbaricina) curata da Agostino Basile;  Scrixoxus (il tesoro nascosto) curata da Ignazio Sanna e Prendas (la simbologia del monile fra magia e devozione) curata da Giuliana Pittalis. Altre mostre e laboratori con visitabili nella due giorni: personali di pittura di Maria Bonaria Pala (corso Repubblica) e di Dina Montesu (Casa Murgia); esposizione con dimostrazione della tessitura del tappeto e ricami orunese a cura di Dina Monni (via Duca d’Aosta); esposizione di costumi sardi proposta da Maria Lucia Monni (corso Repubblica); la trama del “Piccolo Principe” riassunta nei pannelli fotografici , presentata dall’associazione culturale “Crinos” (Casa Murgia) dimostrazione pratica della realizzazione del sapone, a cura del CEAS, Centro di Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità (Casa Murgia); la preparazione dei biscotti tipici , sa cotta de sos biscottos nel panificio Bella (corso Repubblica 64). Tra gli appuntamenti da segnalare sabato alle 10.30 nella sala consiliare del Municipio, subito dopo l’apertura delle Cortes, la performance degli alunni della scuola primaria che presenteranno Ispantos a Orune: danze e ricerche archeo-storico-linguistiche frutto di uno specifico progetto didattico. Sempre sabato alle 18, con replica domenica alle 11.30,  nella ludoteca comunale presentazione e proiezione del cortometraggio La cena delle anime“ di Ignazio Figus, con una donna di Orune, Pasqua Goddi, che ricostruisce anche ricorrendo alla tipica ironia orunese, la tradizione di imbandire un tavolo per i defunti nella notte tra l’1 e il 2 novembre.

Domenica, oltre il tour nelle Cortes, gli appassionati di arti equestri potranno partecipare in Municipio  alle 10.30 al convegno “L’addestramento del cavallo secondo i principi dell’equitazione classica in leggerezza“ con l’istruttore Massimo Basili, Bastiano Satta di Eequestrarte e Raffaele Cherchi, direttore del Centro di incremento ippico di Ozieri. I cultori della tradizione sarda potranno invece assistere a partire dalle 15 in piazza Latino Lanfranco al Festival del folklore organizzato dal gruppo folk “Santa Lulla” di Orune, mentre alle 17 partirà il tour itinerante dei tenores che porteranno il canto tradizionale sardo grazie all’associazione “Boches a Tenores” di Nuoro e del tenore “Santa Maria” di Orune. Due consigli finali: se volete mangiare buone sevadas e contribuire alla Festa del Carmelo 2018 non perdete l’occasione per visitare il punto di ristoro del Comitato composto dalle leve ’73-’78; visitate – anche a Cortes chiuse magari usufruendo delle guide della cooperativa “L.A.R.C.O” (telefono 328.7565148), in località sa Costa ‘e sa binza, a sei chilometri da Orune, il tempio a pozzo di  Su Tempiesu dedicato al culto delle acque, costruito per un’altezza di circa sette metri con conci di trachite e basalto nell’età del Bronzo recente (XIII secolo a.C.) e frequentato secondo gli studiosi sino all’inizio dell’età del Ferro (IX a.C.).