Cammino francescano in 14 tappe

Il convento di Fonni dei Frati Minori Osservanti è una delle quattordici  tappe in Sardegna, l’unica della provincia di Nuoro, del percorso tra spiritualità, accoglienza e “turismo lento” dedicato a San Francesco d’Assisi. Quel santuario nel paese più alto della Sardegna dove i frati arrivarono nel 1610 (per dedicare nel 1632 la prima chiesa alla Santissima Trinità e nel 1706 la nuova Basilica alla Madonna dei Martitri e l’annessa odierna Oasi di spiritualità, è stato anche inserito a pieno titolo anche nella guida “Luoghi francescani in Sardegna”, presentata lo scorso 17 febbraio nel convento dei Cappuccini di Cagliari. Il volume, commissionato dalla Regione e pubblicato dalla casa editrice “Terre di Mezzo” racconta un percorso a tappe, una dorsale che unisce 14 comunità dove si insediarono i seguaci di san Francesco d’Assisi: Alghero, Bosa, Cagliari, Castelsardo, Fonni, Gesturi, Iglesias, Laconi, Luogosanto, Mores, Oristano, Pula, Sanluri e Sassari sono i luoghi coinvolti. Con la guida – come ha sottolineato la sindaca di Fonni Daniela Falconi presente all’incontro di Cagliari – si percorre un’altra di quel “Cammino francescano” entrato a far parte dei “Cammini della Sardegna” nel 2016 dopo la firma dell’intesa tra assessorato regionale al Turismo, la Conferenza episcopale sarda, gli Ordini francescani e i Comuni interessati con capofila Laconi. Un progetto globale che punta a promuovere in un’offerta unitaria anche i cammini di Nostra Signora Bonaria, Santa Barbara, Sant’Efisio, San Giorgio di Suelli e Santu Jacu insieme alle destinazioni di pellegrinaggio: Dorgali, Galtellì, Gesturi, Laconi, Luogosanto, Orgosolo e Sant’Antioco. Rispetto al modello Sardegna-mare-estate, si integra e valorizza in  la filosofia del “turismo lento e sostenibile“ incentrato, come ha sottolineato  l’assessora regionale del Turismo Barbara Argiolas , «sul benessere delle persone e sulla condivisione di culture ed esperienze tra viaggiatori e cittadini. La Sardegna è natura, paesaggio, cultura, storia millenaria, comunità autentiche e accoglienti. Dobbiamo ripartire dai luoghi vivi, dove patrimonio architettonico e culturale convivono in armonia con chi li abita: sono le persone a conferire alle destinazioni la dimensione esperienziale che i viaggiatori oggi cercano. I luoghi francescani offrono tutto questo». La guida racconta i luoghi – chiese e conventi – del francescanesimo, la storia e  le peculiarità architettoniche,  artistiche e ambientali dei monasteri e le strutture adibite all’ospitalità e all’accoglienza francescana che permette un’esperienza unica, spirituale, culturale  e turistica. «Un patrimonio storico, religioso, culturale che deve essere messo a progetto con il sostegno di tutti: il prossimo obbiettivo è la creazione della “Fondazione Cammino francescano in Sardegna, ha sottolineato il frate cappuccino Fabrizio Congiu, uno degli ideatori del progetto. «Crediamo – ha ribadito Argiolas – nello sviluppo degli itinerari religiosi e dei progetti incentrati sul turismo di comunità, ossia in un’offerta di viaggio sostenibile che consente di vivere al meglio il patrimonio materiale e immateriale dell’Isola, scoprire le peculiarità dei nostri territori ed entrare in contatto con chi li vive». Nel caso dei luoghi francescani, sempre secondo l’assessora, «la proposta della Sardegna coniuga una forte dimensione spirituale e identitaria con esperienze culturali e aspetti turistici, un turismo delle esperienze di grande valore e appeal, complementare ad altri prodotti tematici che creano nuove motivazioni di viaggio e nuove stagionalità, favorisce una forte integrazione fra costa e aree interne e coinvolge le piccole comunità dell’Isola». Un discorso che interessa in particolare paesi con Fonni, Laconi e Gesturi impegnati a combattere anche il fenomeno dello spopolamento, dove la creazione di un’offerta di qualità, «stimola la crescita di competenze e professionalità sul territorio e diventa opportunità di occupazione: la richiesta di esperienze di viaggio incentrate sulla spiritualità e sul benessere psicofisico è in aumento soprattutto da parte dei turisti stranieri. Il nostro impegno ora – ha concluso Barbara Argiolas – si concentrerà sulla riconoscibilità regionale e sulla fruibilità e segnaletica dei cammini, con l’obiettivo di facilitare la loro iscrizione all’Atlante nazionale dei Cammini del Ministero dei Beni culturali».

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