Cade il veto sui sardisti, la maggioranza prova a ricompattarsi

Lungo vertice di maggioranza stamattina in Comune a Nuoro.  «L’incontro è andato molto bene, si sono gettate le basi per un dialogo costruttivo capace di superare tutte le divergenze e di lanciare l’azione amministrativa nel rispetto degli obiettivi e del programma comune, che ci ha portato ad amministrare la città e a costruire insieme una serie progetti per Nuoro», scrive in una nota il sindaco Andrea Soddu. La vera notizia, quindi, è che dopo 15 giorni si è sgretolato il veto sui sardisti: «Dobbiamo verificare la posizione dei sardisti in relazione al legame che hanno stretto con la Lega di Salvini» (https://www.ortobene.net/ripudiate-la-lega-aut-aut-televisivo-al-psdaz/), aveva detto il sindaco l’1 agosto spiegando le ragioni della revoca dei due assessori dei Quattro Mori, Antonio Belloi e Giuliano Sanna. Oggi il sindaco ha detto chiaramente che a lui interessa quello che succede a Nuoro e che lavorerà per Nuoro, confermando l’intenzione di non candidarsi alle prossime elezioni regionali. Tutto risolto, quindi? «Da lunedì si lavorerà assiduamente per ricompattare la maggioranza, visto che oggi tutte le forze politiche hanno espresso la volontà di voler continuare a lavorare insieme nell’interesse della comunità», fa sapere ancora Soddu. La quadra, quindi, è tutto da trovare sugli assetti. Perché, come nel gioco dell’oca, si è tornati alla casella di partenza, quando i sardisti rivendicavano, forti dei loro voti sommati a l’Atene Sarda di Graziano Siotto, un terzo assessorato. Per il sindaco comunque non sarà facile chiudere: su sette posti disponibili in giunta, un assessore sarà nominato dal sindaco, ne restano quindi sei: stando alle richieste 3 Psd’Az, due per gli ex La Base oggi “Italia in Comune” del vicesindaco Sebastian Cocco, ne resta uno per accontentare “Scegliamo Nuoro” (la lista del sindaco), “Ripensiamo Nuoro” dell’assessore dimissionario Marcello Seddone e “La città in Comune” che si è quindi dichiarata disposta a rientrare in maggioranza a tutti gli effetti. Ora è possibile che affidando la delega di vicesindaco a un sardista il Psd’Az rinunci al terzo assessore che andrebbe a “Italia in Comune” ma in questo caso resterebbero due assessorati per tre pretendenti: chi rinuncerà? Salvo che l’azzeramento di cui si è parlato oggi non riguardi tutte le nomine fatte in questi tre anni, probabilmente la soluzione sta in possibili compensazioni: la Biblioteca Satta (quel nuovo soggetto giuridico che doveva nascere entro luglio che la Regione non ha però formalizzato) e le candidature per il Consiglio provinciale che a fine ottobre sarà eletto dai consiglieri comunali di tutti i Comuni?

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