Caccia, il Tar salva lepri e pernici

La testardaggine dei cacciatori è andata a cozzare contro il Tribunale amministrativo regionale: nonostante il rifiuto del Comitato Faunistico Regionale di modificare il calendario venatorio, il 24 settembre e l’1 ottobre non si potrà sparare alla lepre e alla pernice. La vicenda si è incrociata ieri 15 settembre nel giro di poche ore nelle stanze della politica e della giustizia amministrativa. La Regione aveva, infatti appena diffuso un comunicato in cui si sottolineava che a maggioranza il Comitato faunistico «organo deliberativo» non aveva tenuto conto della proposta dell’assessora regionale all’Ambiente Donatella Spano di valutare una modifica del calendario in funzione delle indicazioni arrivate ’dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) sullo stop alla caccia alla lepre e alla pernice vista la straordinaria siccità  e gli incendi che hanno devastato l’Isola, quando è arrivata la notizia che il Tar aveva sospeso il calendario venatorio. È stato,infatti, accolta una delle richieste contenute nel ricorso  del Gruppo di intervento giuridico, la sospensiva, con la fissazione e dell’udienza per la trattazione di merito al 20 dicembre, quando comunque saranno passate le due giornate indicate nel calendario venatorio per il 24 settembre e 1 ottobre. Già la sospensione dimostra, comunque, che i giudici amministrativi hanno ritenuto fondato il ricorso che tra l’altro segnalava per le due giornate di caccia previste «un assurdo carniere potenziale complessivo di ben 71.974 lepri sarde e 143.948 pernici sarde per i 35.987 cacciatori autorizzati alla caccia in Sardegna». Lepri e pernici sono salve, come chiesto anche da una buona fetta dei cacciatori nuoresi. In tanti avevano, infatti, annunciato l’intenzione di non sparare per consentire alla selvaggina, decimata anch’essa dalla siccità, di ripopolarsi. Ora la parola torna al Comitato faunistico regionale che però non potrà che prendere atto della volontà del Tar anche se, pur non conoscendo l’ordinanza, era stata annunciata la riconvocazione  «dopo il pronunciamento del Tribunale Amministrativo sul ricorso proposto da alcune associazioni ambientaliste».

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