Budoni, sequestrati 15 maiali allevati abusivamente

Con il sequestro di 15 maiali allevati illegalmente, arriva oggi da Budoni un segnale preciso nella lotta alla peste suina africana che già era stato lanciato l’1 febbraio con la scoperta di una porcilaia illegale a Sant’Andrea Frius: «Nella nostra regione non ci sono zone franche: esistono certamente aree più critiche, ma su tutto il territorio le regole verranno fatte rispettare allo stesso modo», aveva fatto sapere l’Unità di progetto (https://www.ortobene.net/abbattuti-cinghiali-sequestrati-s-andrea-frius/). A Budoni, nella frazione di Limpiddu una sarda di guardie forestali e veterinari dell’Assl  è, infatti, intervenuta in un allevamento di suini non registrati. A differenza di quanto succede nei territori comunali, terre di tutti e di nessuno, nel privato i proprietari possono essere facilmente identificati e, infatti, in questo caso, all’allevatore è stata comminata una multa di diecimila euro. Accertate le condizioni per legalizzare l’allevamento si è proceduto al sequestro degli animali e ai prelievi tendenti ad accertare lo stato di salute dei suini e in particolare l’eventuale presenza del virus della peste suina africana. Sulla vicenda si attende il comunicato ufficiale dell’Unità di progetto.

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 17,50: IL COMUNICATO UFFICIALE DELLA REGIONE

Questa mattina nella frazione di Limpiddu in agro del Comune di Budoni, nell’ambito delle attività di vigilanza e controllo del territorio portate avanti dal Corpo forestale e di Vigilanza ambientale, è stato individuato un gruppo di 15 suini non registrati all’anagrafe zootecnica nazionale. È quindi intervenuta la task force regionale che ha individuato il proprietario dei maiali e proceduto al sequestro degli animali. Effettuati i prelievi e i campionamenti per gli esami di rito sulla presenza della Peste suina africana (PSA), al proprietario dei 15 capi sono state assegnate le prescrizioni per procedere alla regolarizzazione dell’allevamento e alla messa in sicurezza dei suini. Il detentore infatti potrà continuare ad allevare, una volta registrati i maiali, fatto salvo l’esito favorevole delle analisi per la PSA. Il sindaco di Budoni, Giuseppe Porcheddu, subito informato delle attività in corso, ha garantito la massima collaborazione.

Sanzione. Al proprietario è stata contestata la violazione amministrativa del decreto legislativo 200 che prevede una sanzione di circa 10mila euro. Sanzione che poteva essere evitata accedendo alla procedura di regolarizzazione attraverso il metodo del cosiddetto “ravvedimento operoso”, frutto dell’accordo raggiunto tra Regione e ministero della Salute, che permette attraverso l’emersione volontaria dalla condizione di irregolarità di evitare il pagamento dei 10mila euro. Tale procedimento, se percorso dal proprietario, poteva quindi ridurre la sanzione contestabile a soli 430 euro, dovuti per la violazione del regolamento di polizia veterinaria.

PSA e sicurezza alimentare. Anche la presenza di questi piccoli branchi, non registrati e quindi non sottoposti ai dovuti controlli sanitari, alimenta la diffusione della PSA o di altre malattie che, attraverso le macellazioni clandestine, possono creare gravi problemi alla salute dei cittadini. Registrare e quindi controllare i suini è fondamentale per eradicare la Peste suina africana e garantire una filiera delle carni del maiale sicura per tutti i consumatori.

I controlli. L’intervento di oggi si inserisce all’interno del programma di controllo e monitoraggio del territorio attivato dalla Regione, attraverso l’Unità di Progetto (UdP) per l’eradicazione della PSA in Sardegna, nell’ambito delle azioni di contrasto alla diffusione e alla presenza della peste suina in tutta l’Isola. Oltre alle aree dove è maggiormente diffusa la pratica del pascolo brado illegale, che contribuisce fortemente al perdurare della malattia, anche il resto della regione è costantemente messa sotto il riflettore dell’UdP. Lo scorso 30 gennaio, per esempio, erano stati sequestrati e poi abbattuti a Sant’Andrea Frius 14 cinghiali non registrati, mai sottoposti a controlli sanitari e di ignota proprietà.

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