Bitti, un mese nel segno dell’accoglienza

Sono trascorsi 6 mesi e oltre da quando una tremenda alluvione ha colpito Bitti, come poche altre volte si era verificato nella storia della nostra terra di Sardegna. In quel drammatico 28 novembre dello scorso anno si contarono tre vittime, il paese fu distrutto dalla furia delle acque, invaso dal fango, un bilancio dei danni che ha superato i 110 milioni di euro. Malgrado in quelle settimane infuriasse fortissima la pandemia Covid, furono in migliaia a giungere comunque da tutta l’isola per aiutare la comunità a rialzarsi, cosi profondamente ferita da far apparire una diminutio anche l’inondazione del novembre 2013, “Cleopatra”, che pure allora seminò distruzione e morte. L’ospitalità e generosità tipiche di Barbagia, unite in questo frangente ad un congenito senso di riconoscenza per l’incommensurabile aiuto e affetto ricevuti durante quei drammatici frangenti, sono alla base della nobile iniziativa che l’amministrazione comunale ha messo in campo, in vista peraltro della ripresa delle attività e del ritorno alla tanto agognata normalità. Dal primo al 30 giugno, infatti, il paese aprirà le sue porte e offrirà l’ingresso gratuito ai suoi “gioielli”, museali, culturali e archeologici. Un modo per riconoscere e ringraziare per la straordinaria solidarietà donata al paese in uno dei momenti più bui della sua storia. Non solo dalla Sardegna tutta, ma anche da tutta Italia e finanche dall’estero sono giunte in questi mesi donazioni e beni di prima necessità. Concreti attestati di stima, vicinanza e aiuti economici continuano ad arrivare, come in questi ultimi giorni, senza soluzione di continuità. Per non parlare poi del supporto tecnico e manuale messo in campo da centinaia di volontari, imprese con i mezzi di soccorso, la Protezione Civile, esercito, vigili del fuoco. I bittesi e l’amministrazione comunale non hanno dimenticato tutto ciò.
Per questo, per l’intero mese di giugno, il Museo della civiltà pastorale e contadina, il Museo multimediale del canto a tenore, il sito archeologico di Romanzesu, nonché BittiRex, il grande parco dei dinosauri all’aperto (nella foto), accoglieranno gratuitamente i visitatori. È un modo per “ripagare”, sia esso un amico, un parente, un vicino di casa, sia l’aiuto di un “volontario sconosciuto”. Un gesto di riconoscenza che, nella tradizione locale, nei radicati e antichi codici pastorali, è identificato con “sa torratura”.
«Siamo consapevoli del fatto che non riusciremo mai a ripagare le attenzioni e il supporto ricevuto nel momento della disgrazia, ma vogliamo comunque provare a dare un piccolo segnale di riconoscenza verso chi non si è dimenticato di noi proprio quando ne avevamo bisogno – ha dichiarato il sindaco di Bitti, Giuseppe Ciccolini –. Oggi abbiamo solo un modo per ringraziare tutti: condividere, con chi vorrà raggiungere Bitti, la nostra storia, l’ospitalità, le tradizioni canore, l’archeologia e gli spazi ludico istruttivi dedicati ai più piccoli come il parco di Bittirex. L’augurio – ha aggiunto ancora il sindaco – è che le fatiche per ricostruire un minimo di normalità, su cui tanto ancora dobbiamo lavorare, continuino ad avere il sostegno morale dei cittadini e fattuale ed economico delle istituzioni regionali e nazionali».

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