Bitti. Emergenza e pianificazione, interventi a due velocità
di Franco Colomo

29 Novembre 2021

4' di lettura

Il ciclone Cleopatra nel 2013 poi l’alluvione del 28 novembre di un anno fa, devastazione e morte a Bitti. In mezzo ci sono tanti progetti a lungo termine scavalcati dall’emergenza. Se non si tiene conto di questa dicotomia è difficile farsi una ragione per le somme stanziate e non ancora spese per la messa in sicurezza del paese. Un anno fa, su queste pagine, ricordavamo l’indagine relativa al Fondo progettazione contro il dissesto idrogeologico presentata dalla Corte dei conti dalla quale emergevano criticità a livello nazionale e locale che spiegano quanto i tempi della burocrazia incidano anche sul caso Bitti. Ma l’argomento non si può esaurire così. L’altro lato della medaglia è la gestione dell’emergenza in capo a Comune e Protezione civile: «Abbiamo rispettato tempi record – dice il sindaco Giuseppe Ciccolini –, già dai primi mesi si è liberato il paese da fango e macerie si sono ripristinati i servizi essenziali e non era scontato, anche da parte di Abbanoa ed Enel, si è ridata una viabilità dignitosa al paese salvo qualche intervento che completeremo. Qui rientrano anche contributi ad attività e famiglie per ripristino dei danni del patrimonio immobile e mobile, le auto. Abbiamo completato il ripristino dei danni al patrimonio mobile nel mese di maggio, a meno di sei mesi dall’alluvione quando normalmente per questo servono anni, (ci sono diversi esempi). Stessa cosa per danni al patrimonio privato abitazioni principali e attività produttive: è stato dato un primo contributo subito alle attività entro il 23 dicembre, a meno di un mese con i fondi delle donazioni, ad oggi su 9 elenchi di soggetti che devono ricevere risorse per ripristino danni ne abbiamo liquidato 8, entro novembre contiamo di liquidare tutti quanti erano nelle condizioni di ricevere questo contributo. Questo è un lavoro enorme perché passa attraverso procedure pubbliche, presentazione di schede, revisioni, ed è stato oggettivamente fatto in tempi molto rapidi. Su questo fronte rimangono aperti i temi delle delocalizzazioni delle abitazioni e attività che non possono rimanere dove erano prima dell’alluvione oltre a quello dei rimborsi alle attività agricole e seconde case che sarà oggetto di confronto nelle prossime settimane». Bene ma non benissimo, ci sono altri 11 milioni destinati all’emergenza che devono essere oggetto di programmazione e dunque spesi ma, dice il sindaco «non si può fare tutto insieme, non è possibile né dal punto di vista procedurale né da quello tecnico, non è possibile pensare a un paese in cui tutti i fronti vengono aggrediti contemporaneamente». La nota dolente riguarda gli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico, il Commissario Straordinario delegato al dissesto idrogeologico, ricordiamo, dal 2014 è il presidente della Regione Sardegna. La novità, ci dice è il sindaco, è che entro fine anno si dovrebbe avere l’approvazione del piano generale degli interventi. «Si sta cercando di evitare che questi vadano a valutazione di impatto ambientale, una procedura che ci farebbe perdere anni. L’approvazione sbloccherebbe l’utilizzo delle risorse, 50 milioni di euro ulteriori per mitigazione e finalmente contribuirebbe alla messa in sicurezza del paese. È un percorso che va a due velocità, ripete Ciccolini, «quella dell’emergenza (rapida ed efficace e della quale possiamo misurare gli effetti immediatamente anche grazie alla sinergia tra diversi attori) e poi quello più complesso, articolato e più lento per gli interventi di mitigazione. Da parte nostra – conclude il sindaco – dobbiamo agire anche da pungolo perché Bitti è un paese che non può aspettare. È importante rendersi conto che emergenza così grande su un paese così piccolo ci mette in difficoltà nell’operare ma la struttura comunale e il Commissario ce la stanno mettendo tutta per garantire al paese nel più breve tempo possibile condizioni di sicurezza che oggi purtroppo non ci sono». Le cifre Sono 50 i milioni di euro destinati alla mitigazione del rischio idrogeologico, rientrano nel progetto generale e sono gestiti dalla Regione attraverso Sogesid (la società di ingegneria“in house”del Ministero dell’Ambiente). 20 milioni sono stati destinati all’emergenza e sono utilizzati dal Comune con la Protezione civile, ulteriori 11 milioni sono in fase di programmazione e utilizzo a breve da parte della Protezione civile. A questi bisogna aggiungerne altri 10 già utilizzati per il rimborso dei danni al patrimonio mobile e immobile. © riproduzione riservata

Condividi
Titolo del podcast in esecuzione
-:--
-:--