Il bimbo povero si è autoescluso dalla mensa?

Al netto della polemica politica che ormai trascende nell’insulto, in una scuola materna di Nuoro c’è un bambino che alcune volte o molte volte, per “dignitosa” scelta dei genitori che non sono in grado di pagare la retta della mensa, non ha mangiato con i compagnetti.  Nessuno mai – neanche la capogruppo sardista Claudia Camarda che ieri ha denunciato il caso in Consiglio comunale usando il vocabolo “escluso” (https://www.ortobene.net/alle-materne-bambino-povero-senza-mensa/)- ha detto che è stato respinto, ne sembra quindi appropriata la frase «non risulta a oggi nessun divieto di ingresso, a nessun bambino è stato impedito di accedere alla mensa per motivi economici», riportata nella precisazione diffusa stamattina dall’Ufficio stampa del Comune (https://www.ortobene.net/nessun-bimbo-respinto-alla-mensa/).

Oltre questa comunicazione ufficiale l’assessore Sebastian Cocco ha preferito offrire ulteriori chiarimenti dalla sua pagina Facebook, precisando i fatti dopo aver visitato le scuole materne insieme all’assessora Valeria Romagna. Scremata dalle amarezze personali e dalla polemica politica ecco la ricostruzione dell’assessore alla Pubblica Istruzione: (…) «I genitori del bambino – scrive Cocco ricevono ai primi di questo mese, come le altre migliaia di famiglie, una lettera con cui la nuova società di gestione della mensa presenta la sua offerta alimentare e indica le modalità di pagamento. Quella famiglia, già beneficiaria di misure di contrasto alla povertà per circa 800 euro mensili, segnala che comunque non può permettersi di pagare la mensa (59 euro e spiccioli) perché ha quattro figli piccoli. Le maestre – dice ancora l’assessore – spiegano loro comunque che il bambino, in attesa che il Comune si faccia carico anche degli oneri della mensa (come accaduto nei due anni precedenti, peraltro), può comunque sedersi a mangiare con gli altri bambini. Cosa che effettivamente ha fatto per tanti giorni dall’ 1 ottobre, giorno in cui è iniziato il servizio. Il padre del bambino, con un senso di dignità sicuramente superiore a molti che hanno scatenato e strumentalizzato questo caso, ha deciso alcune volte di ritirare il bambino prima del pasto in attesa di un riscontro formale del Comune. (Piccola parentesi», informa Sebastian Cocco: «La mensa ha iniziato da appena 20 giorni, è un mese di assestamento nel quale si stanno valutando le situazioni dei singoli – celiachia, altre allergie, vegetarianesimo, difficoltà economiche, etc- quindi nessuno è, tecnicamente, moroso.) (…)

Due ore dopo il post di Cocco, sempre via Facebook, è arrivata la replica di Claudia Camarda, anche questa giornalisticamente da scremare dai personalismi, ma che sostanzialmente ribadisce la sua denuncia: «Arriverà il momento in cui parleranno anche i muri. Detto questo, se da lunedì nessun bambino sarà più escluso né sono estremamente felice perché abbiamo vinto la nostra battaglia. Lo rifarei mille volte – dice la capogruppo sardista – e continuerò a farlo finché campo».