Biblioteca Satta, chiarezza sui costi

A dieci giorni dall’assemblea del Pd sul futuro della Biblioteca Satta è calato il silenzio: niente si sa del vertice a tre Comune, Provincia e Regione che era stato annunciato dall’assessore regionale Giuseppe Dessena. Come l’istituzione culturale resta senza bilancio e senza guida politica per la mancata nomina del commissario. In questa situazione a fare chiarezza non contribuisce neanche quanto detto in quell’assemblea. L’assessore comunale Sebastian Cocco aveva, infatti, parlato di uno studio del 2015 che indicava in 413 mila euro le spese necessarie per il funzionamento della biblioteca contro una spesa consolidata di un milione e 200 mila euro (vedi https://www.ortobene.net/wp/wp-admin/post.php?post=2738&action=edit). Sempre il 4 settembre l’ex commissario Vannina Mulas, senza entrare nei dettagli, aveva replicato che quello studio era ben più complesso e andava letto nella sua interezza. Ora, in una lettera che pubblichiamo integralmente i componenti della Rappresentanza sindacale unitaria della “Satta” – Giuseppina Atzori, A. Maria Farris e Renzo Soro – chiariscono la portata di quel piano, ben diversa in fatto di costi.

L’articolo pubblicato su L’Ortobene online “ Modello Isre per la biblioteca Satta” del 04.09.2017 a firma del direttore Michele Tatti che riporta la cronaca del dibattito pubblico organizzato dal PD cittadino sul futuro della biblioteca Satta, chiude con questa domanda: il commissario prossimo venturo nel predisporre il bilancio partirà dal milione e 200 mila euro dell’ultimo bilancio o dai 413 mila indicati come possibile tetto massimo di spesa?

I 475.000 euro di spesa di cui ha dato lettura l’assessore Cocco riguardano un segmento di uno progetto di studio molto più ampio di ben 140 pagine che abbraccia tutto il Consorzio Satta. Esso è riferito ai servizi di secondo livello del sistema bibliotecario territoriale che comprende le biblioteche dei comuni di Nuoro (3 sedi) Bitti, Budoni, Dorgali (2 sedi), Fonni, Galtellì, Gavoi, Irgoli, Loculi, Lodine, Lula, Mamoiada, Oliena, Ollolai, Olzai, Onanì, Onifai, Oniferi, Orani, Orgosolo, Orosei, Orotelli, Orune, Osidda, Ottana, Posada, Sarule, Siniscola (2 sedi).

Appunto quel segmento di cui si è data lettura riportata nello studio a pag. 94 è riferito ad una ipotesi riorganizzativa e di spesa per la gestione nel sistema bibliotecario territoriale dei soli servizi di secondo livello, posto che i servizi di primo livello (quelli di diretta erogazione ai cittadini, il cosiddetto front office) sono gestiti in autonomia da ogni singola biblioteca, con personale proprio e con tutte le spese di personale, di gestione e di funzionamento a totale carico dei relativi comuni, dove ha sede la biblioteca.

Gli otto dipendenti indicati per la gestione del servizio non riguardano minimamente la gestione dei servizi di primo livello che il Consorzio eroga nelle tre sedi bibliotecarie della città di Nuoro, come pure le voci di spesa non attengono al personale, alla gestione e al funzionamento di tali biblioteche.

Nei dati riferiti non si dà conto del numero del personale necessario per gestire tutti i servizi in capo al Consorzio nella sua globalità, indicato a pag. 37 dello studio (26 lavoratori n. 17 dipendenti di ruolo e n. 9 esterni).

Non si da conto della spesa necessaria per la gestione nelle tre sedi cittadine dei servizi bibliotecari di primo livello, per il personale, per i servizi culturali e di promozione, per la gestione e il funzionamento.

Tali dati al contrario, sono esaustivamente indicati in altri segmenti del progetto, insieme ad altre specificazioni che riguardano il personale amministrativo e contabile, le spese di funzionamento e di gestione e di carattere istituzionale inerenti l’intero Consorzio (Ente pubblico con personalità giuridica che opera in autonomia).

Mentre per i servizi di secondo livello rispetto alla situazione attuale è previsto un incremento del contributo dei comuni ad 1 € per abitante (oggi è di € 0,39), come pure è previsto un trasferimenti di € 85.000 da parte dei comuni per i servizi tecnici (oggi assente), le altre entrate sono invariate.

La quota considerata per il Comune di Nuoro è indicata a pag. 115 del progetto (Comune di Nuoro quota storica).

Il Comune di Nuoro vuole che il Consorzio gestisca nella sua Città solo i servizi di secondo livello? Automaticamente ne discende che le sedi cittadine siano chiuse al pubblico (solitamente aperte per complessive 112 ore la settimana), dal momento che i servizi di secondo livello sono tutti di back office.

F/to Le RSU del Consorzio: Giuseppina Atzori; A. Maria Farris; Renzo Soro

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