Barriere architettoniche e culturali

Ricordo con immenso piacere, approfittando delle belle giornate primaverili, le lunghe passeggiate che facevo col mio piccolo figliuolo. Dopo un inverno rigido si aveva il desiderio di fare quattro passi all’aperto e respirare un po’ di aria sana. Ahimè però, in queste lunghe passeggiate, spesso i marciapiedi erano irti di vari ostacoli. La presenza di sterpaglie, di mattonelle divelte dalle radici degli alberi, i cui rami pendendo verso il basso, mi costringevano a camminare ricurvo in avanti per evitare l’impatto, nonché di macchine parcheggiate sopra i marciapiedi, il tutto mi obbligava a passeggiare sulla strada con tutti i rischi che ciò comportava. Però, essendo un giovane e forte ragazzo e nonostante provassi grande indignazione, superavo gli ostacoli e andavo avanti lungo questo tortuoso percorso. L’unico modo per evitare tutto ciò, era quello di caricare il passeggino in macchina e raggiungere quei luoghi pubblici, al centro della città, come le piazze o i giardini, dove potevi stare tranquillamente all’aperto e contestualmente interagire serenamente col prossimo.
Oggi mi trovo seduto su una carrozzina, piuttosto pesante e ingombrante, non facile da manovrare se non elettricamente, e quando mi salta in testa la voglia di uscire a “piedi”, rivivo le medesime difficoltà di un tempo. Le stesse che oggi vivono anche quei genitori, quei nonni che portano a passeggio i propri figli e nipoti, o gli anziani, soprattutto quelli che hanno limitate capacità motorie, o ancora coloro che, per diversi motivi, hanno una temporanea incapacità di movimento. Per vivere a pieno la città sotto ogni punto di vista, culturale, naturalistico e per sfruttare le proprie potenzialità turistiche, è fondamentale rendere sicure e accessibili le vie stradali e pedonali. Sono consapevole che amministrare una città, se pur di piccole dimensioni, non è affatto semplice. Si tratta però di individuare le concrete esigenze della città e della sua comunità, senza riempire pagine e pagine di programma elettorale di cose astruse, così complicate da renderle incomprensibili e dunque irrealizzabili.
Ricordo la famosa campagna elettorale di Roma dove non si faceva altro che parlare del dissesto delle strade, questo dimostra quanto sia rilevante questo problema.
Abbattere le barriere architettoniche è un obbligo giuridico e aggiungo un dovere morale della Amministrazione, è un semplice intervento fisico ma allo stesso tempo è una grande conquista civile che permetterebbe alle persone di vivere le proprie difficoltà con più serenità. Molto più difficile è contrastare il senso di inciviltà della gente. Ci vuole un faticoso, ma importante, lavoro di educazione civica per coloro che ad età adulta hanno dimenticato, o non hanno mai avuto, il senso del vivere civile. Comunque ho fiducia nelle generazioni future. Spero che queste raggiungano un livello di istruzione tale da rendere le barriere culturali un lontano ricordo.

© riproduzione riservata

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn